lunedì 29 aprile 2013

Viva la sincerità


Testo del mio intervento all'assemblea dei senatori PD del giorno 29 Aprile 2013.


C’è un paradosso. Abbiamo successo in virtù dei nostri demeriti. Abbiamo fatto il governo a causa di uno sbaglio. Oppure abbiamo sbagliato per fare il governo. Rimane il dubbio che i 101 non fossero scavezzacolli indisciplinati ma lucidi strateghi che volevano fare il contrario di quanto avevamo raccontato agli elettori prima e dopo il voto.
Già avevamo ottenuto il premio di maggioranza con una campagna elettorale sbagliata. Come ha detto il presidente Napolitano, quel premio lo abbiamo sprecato; forse proprio perché non lo avevamo meritato. Vincere per demerito può avere effetti devastanti se nell’euforia si dimenticano i propri difetti, ma può essere una fortuna se si dimostra di saper cambiare se stessi. Dovremmo farlo in tre direzioni: servizio per il Paese, sincerità tra noi, apertura verso gli altri. 



Servire il paese significa oggi volerlo cambiare. Adesso non ci sono più alibi, non è più consentita a nessuno la propaganda, ci troviamo sotto i riflettori in una competizione con la destra sulle soluzioni più efficaci per uscire dalla crisi. Qui si parrà la nostra nobilitate. Ci vuole cultura di governo, non a parole, ma nella capacità di entrare in connessione con la realtà del Paese, con i suoi drammi e con le sue risorse. Siamo ricorsi ossessivamente alle primarie, nascondendo la debolezza del nostro progetto per il Paese. Ce la siamo cavata dicendo "un po’ di equità e un po’ di lavoro", ma non poteva bastare nel cuore della più grande crisi del secolo. I nostri 8 punti sono stati tardivi e sbrodolati in 80 microproposte tecniche; mi ha ferito ricevere dai nostri elettori mail che mi riscrivevano il testo in stile più leggibile. Berlusconi, invece, ha calato con chiarezza i suoi assi sul tavolo, che ci piaccia o no, dall’Imu all’attacco all’austerità europea, mentre noi facevamo la retorica dei compiti a casa.

Ora dobbiamo fare meglio, elaborare proposte innovative e coraggiose nei diversi campi, sulla creazione di lavoro soprattutto. Dobbiamo essere in grado di coinvolgere grandi investitori, anche istituzionali, su progetti per la green economy, la mobilità, i servizi digitali, i beni culturali. Quando sento parlare in commissione i miei amici Santini e Sangalli, oppure quando leggo gli articoli di Mucchetti e Guerrieri, mi inorgoglisco di far parte di un gruppo così ricco di competenze. Ma spesso nel partito non vengono utilizzate tutte le risorse disponibili, e alla fine le proposte ufficiali escono flebili, incerte e difficili da comunicare. Proviamo, come gruppi parlamentari, ad aiutare il governo con iniziative di qualità. Vi ho inviato un disegno di legge sul finanziamento dei partiti elaborato con Pellegrino Capaldo, una personalità lontana dal Pd che ci ha dato il suo contributo con molto piacere. Modifichiamo come volete quel testo, ma non restiamo ancora in silenzio su una questione ormai cruciale per la nostra credibilità verso l'elettorato.

La sincerità tra noi è quanto mai necessaria dopo lo smacco nella vicenda del Quirinale. Anche nelle famiglie più litigiose, di solito, dopo un lutto sgorga una franchezza imprevedibile, si sciolgono vecchie ruggini e si aprono i sentimenti a nuove solidarietà. Spero possa valere anche per noi.
Dobbiamo guardare in faccia quello che è successo. C’è stato il collasso della classe dirigente del Pd. Con una sequela di scelte sbagliate negli ultimi sessanta giorni. A cominciare dalla prima, la madre di tutte le altre, cioè la pretesa di candidare premier Bersani pur avendo perso le elezioni. Ho detto a tempo debito che non ero d’accordo e molti in direzione la pensavano allo stesso modo, ma sono rimasti in silenzio; quanti guai ci avrebbe risparmiato un po' di sincerità. 

Non ho condiviso questa catena di errori e non posso condividere neppure la scelta obbligata che da essi discende. Questo è il senso del mio voto contrario qui alla deliberazione del gruppo dei senatori Pd sul voto di fiducia. Poi domani voteremo insieme a sostegno del governo Letta. Non ho mai avuto dubbi su questo. È stato solo penoso dover sentire aitanti giovani che fanno la lezione proprio a me sul centralismo democratico per far vedere ai loro capi che hanno il pelo sullo stomaco.
Non si possono accettare ramanzine dai professionisti delle sconfitte. Ci vuole sobrietà e modestia in questi tempi difficili. Chi è stato in prima fila ha perduto l’autorevolezza: dunque ci risparmi almeno l’enfasi autoritaria, si metta alla stanga umilmente, e ascolti più di quanto non abbia fatto prima. Se il governo è di servizio, tanto più devono esserlo le funzioni dirigenti nel partito. Chi si trova a ricoprirle - a tutti i livelli - deve essere consapevole della loro natura provvisoria, in vista di un congresso che dovrà cambiare radicalmente la classe dirigente. Stavolta secondo i meriti, per i giovani come per gli anziani. Si deve andare avanti in carriera per i risultati raggiunti e non per gli errori commessi. 

Siamo tutti responsabili, anche io assumo la parte che mi spetta. Ma ne hanno di più coloro che hanno comandato in questi due mesi, negli ultimi due anni e negli ultimi venti anni. Se siamo a questo punto, dobbiamo dirci la verità: Berlusconi ha mostrato un’intelligenza tattica superiore a quella del nostro stato maggiore. Non ha sbagliato una mossa: solo cinque mesi fa era nella polvere; ora i nostri errori lo hanno fatto rinascere come statista, ed è successo tante altre volte in passato.
Purtroppo le dimissioni del Papa non sono l'unico pronostico azzeccato da Nanni Moretti. Quando venne alla memorabile chiusura della campagna elettorale, all'Ambra Jovinelli, volle aiutarci smentendo la profezia di dieci anni prima, che però si è avverata comunque: con questi dirigenti non abbiamo mai vinto.

L'apertura verso gli altri sarebbe preziosa. Eppure, anche nella bufera, sopravvive ancora il bilancino Cencelli delle vecchie correnti DS e Margherita. È stato usato perfino nella composizione del governo in queste ore complicate, anche se i nostri ministri sono persone di grande qualità, alcuni anche carissimi amici, e colgo l'occasione per rivolgere a tutti loro un affettuoso augurio di buon lavoro. È importante la novità di competenze, di giovani e di donne. Forse chi ha armato la mano di un folle voleva oscurare la novità, almeno su questo, di un governo diverso dal passato.
Il ceto politico Margherita e Ds ha capito che deve rinnovare le persone, ma vorrebbe conservare il suo monopolio nella gestione del partito. Queste tradizioni dovevano fondare il Pd e invece lo hanno impoverito, lo hanno rinchiuso in se stesso, estraniandolo dalle forze più vitali del centrosinistra. 
Siamo arrivati al punto in cui un fondatore come Romano Prodi e un costituente della Carta di Nizza come Rodotà sono ritenuti estranei, sbattuti fuori dalla porta di una casa sempre più angusta. Fino a quando potremo sopportare che un gruppo dirigente perdente conservi se stesso?

Il Pd doveva andare oltre l'Ulivo e invece ha tagliato il suo tronco originario. Ma il ceppo è ancora vitale e la linfa spinge verso l'alto. Il progetto ha funzionato tra i militanti e nell'elettorato, che è appassionato e intelligente. Sarà anche imbattibile, quando troverà una classe dirigente all'altezza del compito. Ma di questo riparleremo al congresso.

25 commenti:

  1. Caro Senatore,

    sempre apprezzabile la sua intelligenza e il suo tratto appassionato.

    Mi permetta però di chiederle chi ha deciso la svolta del PD che ha aperto alle larghe intese.

    Di questo abbiamo perso traccia...

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  2. posso venire a fare il tifo per te al congresso? condivido pienamente quello che hai detto, da testimone oculare di vari eventi. Però, secondo me, i recenti avvenimenti hanno dimostrato anche che Bersani è stato messo lì pur non avendo la maggioranza per tacitare la sinistra e questo spiega l'aver affidato agli ex democristiani ruoli strategici quali la comunicazione (che è da sempre la carta vincente del Berlusca). Infatti il suo vice è sempre stato Letta, che di sinistra non ha mai detto nulla. Quanto alle primarie Bersani-Renzi, penso siano state fatte per recuperare del danaro in vista delle modifiche ai rimborsi elettorali e che Renzi fosse il nuovo premier designato già da allora. Ho sempre avuto la sensazione che ci fosse un comitato ristretto e segreto che decidesse tutto, a cominciare da chi considerare capo-corrente. Peccato, come hai detto tu, siamo in tanti e pieni di entusiasmo e non ci meritavamo un PD simile. Buon Senato. Nikita.Russka

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  3. Caro Tocci,
    la seguo e l'ammiro (anche per l'incrollabile fiducia nella Politica e nel suo partito) da quando era vicesindaco a Roma.
    Ho smesso di votarvi dopo il primo Ulivo ed ora penso che, con la nascita di questo governo neo-democristiano, quell'esperienza sia alla sua fine naturale. I due maggiori rami DC, con la benedizione delle lobbies internazionale, si sono ricomposti.
    Se finora non si è mai detto (solamente detto, sia mai fatto!) "qualcosa di sinistra" (lo chiese tempo fà un certo regista girotondino, in piazza di Spagna a Roma, omonimo di quello da lei citato), difficilmente lo potrà essere in futuro.
    Occorre capire che il mondo è cambiato (dovere della Politica), sono finiti i tempi delle vacche grasse (in cui abbiamo campato bene tutti), i nostri migliori giovani emigrano ed ora occorrerebbe agire in profondità e con molta serietà, non solo con gli apparati ed i "professionisti" della politica.
    Sarà molto difficile, perchè ormai tutta la struttura politico-amministrativa dello Stato è impregnata di personale selezionato per decenni secondo criteri di sola fedeltà politica. Non basta certo una ricercatrice come ministro del MIUR per lavarsi la coscienza.
    Ci si accorge dalle vostre parti che il nuovo ormai sta da un'altra parte ?
    Saluti. Buon lavoro.

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  4. Ho ascoltato il discorso alla Camera del Presidente Letta,un ottimo libro dei sogni declamato con educazione in perfetto stile democristiano,cercando di toccare e trovare sponda con tutte le forze presenti in Parlamento e vista la presenza del Ministro Bonino un leggittimo accenno sulla situazione carceraria.Il problemino non da poco è che questa coalizione non sta in piedi e non bastano anche eccellenze nella squadra , ,non pacifica la nazione,cerca di addormentarla.Credo che questa operazione porti consenso a grillo ahimè,consolida il centro dx,aumenta l'astensionismo.Mi immagino da qui a qualche mese presenze televisive pronte a snocciolare dati statistici incomprensibili ma nulla di concreto e serio per la società italiana.La tua analisi è perfetta e la condivido in tutto,ora bisogna mettere in moto le migliori energie per dare vigore al nostro corpo che come non mai ha bisogno di una TESTA fresca nuova pensante chiara coraggiosa,per non morire democristiani.Un grande abbraccio Marco Conti.

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  5. Caro Walter,
    ho seguito tutti i passaggi di questa nostra storia recente anche attraverso i tuoi interventi a cominciare dal primo, quello in Direzione, tanto chiaro e puntuale, quanto ignorato da chi doveva ascoltarlo e tanto oscurato dai mezzi d'informazione che avrebbero dovuto rilanciarlo.
    Minore ipocrisia e maggiore chiarezza, avrebbero evitato molteplici errori e questo deludente epilogo.
    Non ho un pregiudizio su Letta, anche se mi appare come uno di quei centrocampisti ordinati il cui passaggio più ardito non supera i dieci metri, e spero che nonostante tutto qualcosa di buono possa uscire da questo Governo.
    Tuttavia ora occorre evitare "l'evaporazione" della Sinistra che, più delle scissioni, deve temere la rinuncia "a catena" di militanti ed elettori che ne rappresentano da sempre la propria struttura portante.
    Affidi al congresso il compito di ristabilire chiarezza, orientamento e progetto, e non c'è dubbio che quella dovrà essere la sede più appropriata, ma nell'attesa cosa facciamo? Come prepariamo quel momento di discussione collettiva? Quali pensieri mobilitanti vi faremo transitare e quali discriminanti introdurremo per capire meglio dove andare e cosa essere?
    Questa volta non potranno essere sufficienti i soliti ragionamenti ad "ampio spettro" capaci di accogliere tutto e l'esatto opposto; qualche settimana fa Veltroni ha scritto una lunga lettera a Repubblica a sostegno delle ragioni del PD.....non è stato difficile aderire a quei concetti, scorrevoli, piacevoli, leggeri....neutrali. Eppure in quella intera pagina non sono riuscito a cogliere le ragioni di un impegno, di un'adesione a parteggiare, di una spinta a coinvolgere....ma la parola Uguaglianza possiamo pronunciarla ancora senza correre il rischio di essere catalogati come residuati del 900,dai nuovi interpreti della modernità?
    Possiamo affermare con chiarezza che l'impegno politico a Sinistra ha come precondizione la spinta ideale al cambiamento? Non più il mondo! Naturalmente! Molto più modestamente ci possiamo accontentare del nostro Paese, della Regione, del Comune, del nostro piccolo centro abitato....ma senza la percezione della Politica quale strumento essenziale per far avanzare processi di cambiamento sociale ed economico, per una diversa distribuzione delle ricchezze, per una equa ripartizione delle opportunità.......senza tutto ciò e molto altro ancora, si affermano visoni a bassa tensione ideale all'interno delle quali trovano spazio e ragion d'essere tutti i vizi e le torsioni di questa lunga fase di declino.....traditori di Prodi inclusi.
    La chiudo qui senza farla ancora più lunga. Il mio è solo l'affanno di chi sente il pericolo di questa fase e cerca anche nelle tue riflessioni gli strumenti utili per ricostruire le ragioni della Sinistra e la credibilità della Politica.
    A presto. Roberto Giocondi

    P.S.: ma quando dici "chi ha armato la mano di un folle" a cosa e a chi ti riferisci?


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  6. Sempre più strafelice di aver votato Walter Tocci alle "parlamentarie". Adesso siamo al "Che fare?". bisogna che quelli come te che non si sono allineati servilmente si colleghino fra loro, stimolando in tutti i circoli la presentazione di liste fuori dalle correnti già solo per i coordinamenti di circolo, e che su questa base si costruisca la "mozione" che lotti per scardinare le correnti (mi dicono siano 22). Scrivete collettivamente una dichiarazione di rottura e fati aggregare operativamente intorno a quella.
    Diego Cruciani
    circolo PD Roma Trieste-Salario

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    1. Condivido totalmente (compreso il voto per Walter alle primarie!).
      Che le correnti arrivassero addirittura a 22 non l'avrei neanche lontanamente immaginato e lo trovo davvero delirante!
      Patrizia

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  7. Mi unisco al commento di Diego Cruciani e ringrazio per questo post bello e illuminante.

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  8. Sono rimbalzato qui dal blog di Civati... mi stavo rassegnando a fare l'elettore deluso, ma forse allora c'è speranza di rialzarsi?

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  9. secondo me te e civati siete degli "utili ingenui" ..con stima ma con tristezza..

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  10. Ottimo. Tutto sottoscrivibile.

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  11. Caro Walter,
    mi ritrovo molto nelle tue parole, lucide, franche ma allo stesso tempo capaci anche di riflettere la complessità della situazione attuale che vivono il partito e il paese. Il PD doveva essere una risorsa in questa fase cruciale della vita democratica e sociale del paese e invece si è dimostrato un problema. Sono sempre stato scettico sul progetto del PD, ma l'ho continuato a seguire da lontano sapendo che le alternative erano tutte peggiori. Pur non credendoci, ne ho perfino saputo interpretare il significato non preoccupandomi nelle varie occasioni elettorali di domandarmi da dove proveniva Tizio e quale corrente apparteneva Caio, e preoccupandomi invece, di volta in volta, di capire solo cosa era meglio per la comunità a cui appartenevo, locale o nazionale che fosse.
    Hai tantissima ragione quando dici che il partito si è rinseccolito e ha del tutto perso il collegamento con le forze vitali del paese. Gli sforzi fatti in questi mesi alla fine si sono dimostrati di facciata e sterili. Ma non è casuale, è la scelta di una classe dirigente perdente e che però nei circoli e nelle sezioni (nella maggioranza) è ancora ciecamente sostenuta.
    Non so a questo punto come sia possibile recuperare credibilità e forza. Certo, persone come te fanno sperare e so che nel partito ce ne sono tante altre così. Ma oramai è indispensabile che prevalgano, altrimenti sarà tutto inutile. Anche continuare a sperare in questo partito.

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  12. Anch'io ci sono arrivata dal blog di Civati. E' solo una speranza che chi crede veramente in un'idea di sinistra nel partito abbia voce al suo interno? Mi piacerebbe poter dare una mano. Ha senso iscriversi oggi al PD ?

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    1. certo, dovete correre a iscrivervi al PD per cambiarlo

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    2. Contento di averti votato! Un rompigoglioni di Ostia Levante!

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  13. "Rimane il dubbio che i 101 non fossero scavezzacolli indisciplinati ma lucidi strateghi che volevano fare il contrario di quanto avevamo raccontato agli elettori prima e dopo il voto..."

    Per il dubbio non c'e'! I 101 avevano un'agenda che hanno visto implementarsi.

    Arrivo dal blog di Civati. Sono anni che non voto PD, ma se voi riuscirete a scrostare le mummie che lo gestisconi, saro' felice di tornare a votarvi...

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    1. Hai ragione, non ci sono dubbi sulle intenzioni dei 101; nel discorso ai senatori ho usato una forma ironica perché gli ascoltatori erano ben consapevoli, ma nei post precedenti ero stato più esplicito. Aiutaci a restituire vitalità al PD. Facciamo così, a guidare la proposta di cambiamento del partito dovrà essere Pippo Civati che è giovane, brillante e convincente; quelli più anziani come me gli daranno una mano.

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  14. Condivisibile specialmente nel finale dove mi piavcerebbe approfondire perchè ci siamo beati per anni con la creazione del PD e poi fermarci subito giocando di rilancio.
    Non abbiamo messo valore aggiunto, ci siamo portati dietro i fardelli delle idee di DS e Margherita senza creare idee nuove ( mancanza di giovani?).
    E' mancato pure un collegamento con L'Europa, specialmente nei confronti dell'internazionale socialista e del socialismo europeo. Ricordo ancora gli interventi di molti compagni riguardo l'Europa con risposte del tipo: " saranno i partiti europei che dovranno adattarci a noi". E' la stessa propsopopea e arroganza che ci ha fatto perdere queste elezioni.
    Ma ripeto, meriterebbe un approfondimento migliore.

    Lorenzo

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    1. Si, dovremo approfondire e portare idee nuove al congresso

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  15. Arrivo anch'io dal blog di Civati, lì la maggior parte di noi scalpita per avere una parte attiva ora che si vedono poche luci nel buio di questo momento... siamo una forza che può crescere perchè tanta base ha riscoperto la passione per la politica, quindi evidentemente non è vero che la politica fa schifo, forse sono i politici che lasciano molto a desiderare... proprio per questo prego voi politici onesti di sfruttare questa spinta che viene dal basso senza preclusioni legate a tessere, non sono solo i tesserati che vi votano, ascoltate la voce di tutti, anche perchè chiedere in questo momento una tessera per un partito in queste condizioni mi sembra anche controproducente.

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    1. Questo è un punto essenziale, coinvolgere nel congresso anche gli elettori delusi, bisognerà pensarci sul come

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  16. Caro Walter,
    condivido ogni parola del tuo post e sono felicemente sorpresa nel constatare che, nonostante gli insuccessi, gli errori e le delusioni, siamo ancora in tanti pieni di voglia di non arrendersi e partecipare.
    Spero che il PD non ripeta ancora una volta l'errore di chiudersi al "nuovo", a chi si avvicina senza avere appartenenze pregresse e non è cencellianamente etichettabile, come è accaduto fino nell'ultimo circolo (almeno a Roma), compresi i giovani.
    Credo veramente che questa sia l'ultima occasione per provare a recuperare qualcosa e spero tanto che tu, Pippo, Laura e forse Barca riusciate a unirvi e a raccogliere le istanze che vengono dal grande popolo democratico che ancora esiste e vorrebbe avere voce. Grazie per quello che fai.
    Patrizia

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  18. Benedetto Tilia1 maggio 2013 17:57

    Caro Walter

    beh vedo che hai elaborato il lutto abbastanza bene, complimenti.
    Cionondimeno il morto c'è ed è la credibilità democratica del Partito Democratico(scusa l'oggettivo gioco di parole..)che in un colpo solo rompe il patto con il suo elettorato e lascia il suo (presunto?) referente sociale , il mondo dei lavori e della cultura,senza uno strumento di iniziativa e di rappresentanza politica nel momento dello scontro più duro con un capitalismo finanziario in crisi ma per questo ancora più pericoloso e vendicativo.
    Con tutto ciò non mi farei illusioni sulla durata del governo Letta: è ancora più debole di quello Monti se non altro perchè è una allenza tra due partiti inaffidabili (non solo il PDL).
    In più sarà difficile coprire la solita politica del rigore a senso unico usando l'influenza del PD tra i ceti popolari. Non ci farei proprio affidamento.
    Quanto alla nuova classe dirigente da mettere a capo del PD dove la prendiamo sotto i cavoli? visto che i meccanismi di rappresentanza tra Partito Vero (elettori ed iscritti) e Partito Legale sono così evidentemente taroccati?

    Comunque Sinceri Auguri

    Benedetto Tilia

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