giovedì 12 giugno 2014

Libertà dei parlamentari, garanzia per i cittadini


Non avrei mai creduto di essere costretto ad autosospendermi dal Gruppo Pd al Senato. Siamo quattordici senatori ad aver espresso in questo modo lo sdegno verso la sostituzione dei colleghi Chiti e Mineo dalla Commissione Affari costituzionali. Ad annunciarlo in aula a nome di tutti è stato il bravissimo collega Paolo Corsini con un'appassionata citazione di padre Bevilacqua: "Le idee valgono per ciò che costano e non per ciò che rendono".

Mi sembra di vivere un mondo a rovescio. In passato mi sono trovato spesso a denunciare queste prepotenze quando accadevano nel campo dei nostri avversari politici e mi sono sempre rallegrato di far parte di un partito democratico che pur con tanti difetti era comunque il più aperto alla discussione. Ora è un grande dolore ammettere che rischia di assomigliare agli altri.


Ancora più grave è che due senatori siano sostituiti perché non si allineano alle direttive di partito in tema di Costituzione, cioè quando si dovrebbero assicurare il confronto più ampio di opinioni e il rispetto delle obiezioni non solo tra i partiti ma anche all'interno di essi. Si tratta di un'aperta violazione dell'articolo 67 della Carta che garantisce la libertà di mandato del parlamentare e, come ripeteva sempre Bobbio, costituisce una delle principali garanzie per la libertà di tutti i cittadini.

Nella pur travagliata storia repubblicana non era mai accaduto prima che il governo imponesse al Parlamento un testo di revisione costituzionale. Il potere esecutivo dovrebbe semplicemente rimanere in silenzio quando il potere legislativo scrive la Carta. Questo insegna la civiltà giuridica e lo conferma anche il buon senso.

È sotto gli occhi di tutti, infatti, che sono proprio le impuntature del governo ad avere impantanato la riforma. La proposta Chiti ha ottenuto ampi consensi a sinistra, a destra, al centro e avrebbe i numeri in Parlamento per essere approvata se il Pd l'avesse fatta propria. La nostra non era un'iniziativa contro il partito, anzi un contributo al suo successo.

Gli atti di arroganza spesso sono anche inutili. Non c'era alcuna necessità di rimuovere Chiti e Mineo dalla Commissione. Anche se avessero votato a favore, infatti, non sarebbero bastati i voti della sola maggioranza di governo per cambiare la Costituzione. Come ha giustamente ricordato lo stesso Renzi non si poteva ripetere l'errore del centrosinistra che approvò da solo nel 2001 il nuovo Titolo V. Era e sarebbe oggi ancora più saggio ricercare soluzioni condivise.

Se il premier si concentrasse sulle formidabili scadenze di governo che ha annunciato e lasciasse fare al Parlamento si potrebbe in poche settimane correggere l'Italicum e riformare il bicameralismo. I testi attualmente in discussione sono curiosamente d'accordo nel togliere potere agli elettori proprio mentre questi chiedono di eliminare la Casta. Con la legge Boschi i cittadini non eleggono i senatori e con la legge Verdini non eleggono i deputati, continuando nella logica del Porcellum. Non chiediamo la luna, proponiamo solo di restituire agli elettori la scelta dei parlamentari.


54 commenti:

  1. Ecco cosa scrive il senatore del Pd, Francesco Russo, lettiano (che io pensavo fosse tra i 13 dissidenti):
    "Sono membro della Commissione Affari Costituzionali del Senato.
    E la vicenda Mineo, a differenza di tanti che ne parlano per sentito dire, l’ho vissuta in prima persona.
    Proviamo a ricapitolare:
    I senatori PD si sono confrontati su questi temi almeno in 2 assemblee-fiume.
    Ognuno (compreso Mineo) ha potuto esprimere il proprio pensiero.
    Al termine si è proceduto a votazione. Oltre l’80% dei ...votanti ha votato a favore della riforma proposta dal Governo.
    In Commissione, poi, abbiamo discusso almeno 70 ore.
    Molti emendamenti, alcuni dei quali accolgono una parte delle obiezioni di Chiti–Mineo sono stati presentati e verranno esaminati nei prossimi giorni.
    Altro che renzismo-stalinismo, altro che dittatura. Così funziona la democrazia.
    E lo dice uno che di certo non è stato tenero con il Premier Renzi in più di una circostanza.
    E che, peraltro, quando ha visto la prima bozza di testo ha subito chiesto (ottenendole) alcune modifiche.
    Perché effettivamente presentava molte criticità.
    Ma la democrazia è il governo della maggioranza.
    E allora a Mineo e ai civatiani dico che stanno facendo la figura dei bambini capricciosi: pestano i piedi perché non hanno ottenuto quello che volevano.
    A Mineo, inoltre, ricordo che in una comunità si accettano le decisioni della maggioranza
    alla fine un senatore non è d’accordo con la linea del proprio partito può chiedere di cambiare commissione o dimettersi.
    Ma non tenere in scacco una riforma (e un intero Paese) solo perché crede di avere ragione.
    I cittadini sono stufi di sterili polemiche e protagonismi fini a se stessi.
    Questo non dobbiamo mai dimenticarcelo."

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    1. condivido in pieno peccato che i 13 abbiano ragione sugli enormi problemi che l approvazione di questa riforma portera' al paese

      perche' renzie non ha sposato il disegno chiti che potrebbe andar bene anche al M5S

      ma si e' incaponito sul testo Boschi (nota costituzionalista meritevole di stare alle riforme
      essi dopo tutti i voti che ha preso alle primarie ed il suo ottimo lavoro nel cda della municipalizzata di firenze per l acqua .......)

      il Partito Democratico mai nato per davvero e sempre stato teatro di scontro tra ex DC ed ex PC PDS DS
      potevano cambiare la classe dirigente del paese
      hanno preferito litigare tra loro in combutta col nano

      hanno finito per regalare il paese all erede legittimo del nano stesso

      Francesco Russo dal canto suo come ex margherita non credo abbia mai sposato i valori della sinistra

      e dovrebbe solo rileggersi la costituzione cosi' per capirne il senso

      Mineo non ha padroni al contrario dell accolita di leccapiedi che e' diventata renziana in un batter di ciglia

      non mi resta che cononfidare nel M5S o nella Meloni !!!!

      oddio come mi sono ridotta

      Saluti

      Enrico

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    2. In democrazia decide la maggioranza, ma il governo non può rimuovere i parlamentari dalle loro funzioni solo perché non condividono le decisioni imposte dal gruppo maggioritario, e soprattutto non può farlo sulla base di una presunta legittimazione elettorale, quasi si avesse il diritto di revocare dal mandato tutti quelli che non sono d'accordo con il governo. Questi sono metodi da dittatura sudamericana e rivelano un'assoluta mancanza di cultura costituzionale e democratica. Se Renzi voleva, poteva affrontare il tema Mineo all'interno del partito, ma non assolutamente sulle sue funzioni parlamentari. E' una caduta di stile davvero grave.

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    3. se Mineo ha deciso di debordare dalla linea del partito decisa democraticamente, è giusto che venga defenestrato dal garante, ovvero dal segretario del partito. Penso inoltre che Mineo abbia sbagliato partito

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    4. Molta confusione caro anonimo, studia pls: IL SEGRETARIO NON E' IL GARANTE

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    5. x sergioarangino: guarda che è previsto da regolamento del Senato, quello italiano

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    6. ho letto la sua lunga ed inutile lettera, dove appoggia senza se e senza ma. le decisioni dittatoriali che questo governo spesso prende, posso dirle che non sono un buon esempio né per un partito e né per i giovani chi si proiettano nella società in cui viviamo. lo stesso renzi ha dato un esempio a tutti noi che in questa società si può andare avanti ammazzando(detto in modo metaforico),chi è contro le proprie idee. Ci siamo chiesti se noi abbiamo veramente bisogno di queste persone? e quanta distanza c'è per arrivare alla dittatura? Vorrei che noi tutti riflettessimo della perdita dei valori in questi anni e che ci fosse più rispetto verso gli altri

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    1. il caldo comincia a dare alla testa, vero? O sono le scie chimiche, la massoneria, le sirene... o la maiala che batte all'angolo della strada?

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    2. vaffanculo siete tutti morti !!!!!!!!!!!!!!!!

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  3. Ecco cosa scrive il senatore del Pd, Francesco Russo, lettiano (che io pensavo fosse tra i 13 dissidenti):
    "Sono membro della Commissione Affari Costituzionali del Senato.
    E la vicenda Mineo, a differenza di tanti che ne parlano per sentito dire, l’ho vissuta in prima persona.
    Proviamo a ricapitolare:
    I senatori PD si sono confrontati su questi temi almeno in 2 assemblee-fiume.
    Ognuno (compreso Mineo) ha potuto esprimere il proprio pensiero.
    Al termine si è proceduto a votazione. Oltre l’80% dei ...votanti ha votato a favore della riforma proposta dal Governo.
    In Commissione, poi, abbiamo discusso almeno 70 ore.
    Molti emendamenti, alcuni dei quali accolgono una parte delle obiezioni di Chiti–Mineo sono stati presentati e verranno esaminati nei prossimi giorni.
    Altro che renzismo-stalinismo, altro che dittatura. Così funziona la democrazia.
    E lo dice uno che di certo non è stato tenero con il Premier Renzi in più di una circostanza.
    E che, peraltro, quando ha visto la prima bozza di testo ha subito chiesto (ottenendole) alcune modifiche.
    Perché effettivamente presentava molte criticità.
    Ma la democrazia è il governo della maggioranza.
    E allora a Mineo e ai civatiani dico che stanno facendo la figura dei bambini capricciosi: pestano i piedi perché non hanno ottenuto quello che volevano.
    A Mineo, inoltre, ricordo che in una comunità si accettano le decisioni della maggioranza
    alla fine un senatore non è d’accordo con la linea del proprio partito può chiedere di cambiare commissione o dimettersi.
    Ma non tenere in scacco una riforma (e un intero Paese) solo perché crede di avere ragione.
    I cittadini sono stufi di sterili polemiche e protagonismi fini a se stessi.
    Questo non dobbiamo mai dimenticarcelo."

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  4. Lei è troppo per bene per pensare male. Non sottovaluti poteri forti che puntellano Renzi. La soluzione è già trovata, come al solito, con il mercato coperto delle vacche: con accordi segreti con Lega e FI, che mettono sul piatto qualche punto della riforma della giustizia, come è successo ieri alla Camera con l'introduzione della responsabilità civile dei giudici tanto cara a Berlusconi e a Salvini.

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    1. il caldo comincia a dare alla testa, vero? O sono le scie chimiche, la massoneria, le sirene... o la maiala che batte all'angolo della strada?

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  5. Cristina Nardini12 giugno 2014 15:54

    Walter Tocci, siete degli egoisti arroganti... punto e basta. La gente ha dato mandato a Renzi ed al PD di andare avanti con le Riforme, solo 2 settimane fà

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    1. due settimane fa ha dato voto per le europee e non centra un cavolo loe riforme in italia chiaritevi le idee prima di parlare

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    2. Davvero signora Nardini? lei quando due settimane fa è andata a votare aveva in testa la riforma del senato, con preferenza del modello francese su quello spagnolo? ha un approccio così raffinato al voto? le faccio i complimenti...

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    3. Vorrei ricordare che in Italia non si vota un governo o un leader, ma si vota un parlamento. Il parlamento nelle sue varie sfumature, poi vota un governo che può cambiare la linea politica (si spera in sintonia con la maggioranza dell'opinione pubblica) i parlamentari hanno si il diritto di scegliersi il gruppo a cui appartengono, ma comunque è il parlamento che decide le scelta politiche del paese. Questo, naturalmente, può non piacerci ma non può essere modificato senza una nuova elezione o addirittura una nuova Costituzione. Nello specifico io do il mio plauso alle scelte politiche fatte dai 13 perchè mettono in luce un evidente disaggio di molti parlamentari PD. Parlamentari che proprio pochi giorni fa hanno contribuito, con le loro indicazioni a far arrivare il PD al 40,8 %. Faccia Renzi quel chiarimento, se può, nell'assemblea del partito per gratificare anche la sua minoranza senza la quale i recenti risultati non sarebbero stati possibili. altrimenti continui la sua partita di poker con il paese e poi si vedranno le carte.

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  6. I gruppi parlamentari del pd nonché la direzione del pd hanno votato a larghissima maggioranza l'altra proposta, dopo interminabile discussione, proposta che era quindi molto condivisa. E però doveva passare ugualmente la sua, o una mediazione, "altrimenti è un partito arrogante". Che fenomeni. In commissione, diversamente che in aula, si va per presentare la proposta della maggioranza del partito, non a titolo personale. Se sei minoranza, in un partito, ti batti, ma non pretendi che la tua posizione di minoranza valga in sedi istituzionali più di quella di maggioranza al punto da mettere in difficoltà il partito solo per differenziarti e farti vedere. Rispetti la decisione della maggioranza. Altrimenti non sono gli altri dei dittatori arroganti, sei tu profondamente scorretto.

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    1. E' scritto da qualche parte che l'articolo 67 in Commissione vale "un po' meno" che non in Aula, o è una invenzione di comodo della giornata di oggi? I parlamentari non rappresentano un gruppo, o un partito, o il proprio collegio elettorale, o i propri stessi elettori: rappresentano la Nazione, e sono chiamati a collaborare alla produzione di leggi nell'interesse della Nazione e al meglio delle loro possibilità. Non è una gara di tiro alla fune, con le squadre. Questo è tanto più vero in materia costituzionale, e lo stesso regolamento del Gruppo PD, citato da Casson oggi, è chiaro in questo senso. Mineo non stava imponendo agli altri la propria linea, ma stava difendendo il proprio diritto di dissenso, motivato e argomentato e portando controproposte. Nessuno conosce invece, gli argomenti per cui la non eleggibilità dei senatori sia un punto così cruciale da non essere transabile: allo stato attuale, quella sì che è un'impuntatura e un capriccio! Se non è soddisfatto del "compromesso" (un testo calato dall'alto dal Governo!) ottenuto, Mineo ha il _dovere_ di votare in dissenso seguendo la propria coscienza. Vuol semplicemente dire che la luminosa riforma proposta non è abbastanza luminosa da piacere a tutti i Commissari, ma solo ad alcuni, quelli che altrettanto liberamente la votano. Succede. E date le aberrazioni che contiene, che non convinca tutti non mi stupisce, e per altri versi mi rallegra.

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    2. Le Commissioni parlamentari hanno un altro ruolo, e sono espressione dei gruppi. Il dovere di Mineo, come di tutti, è agire secondo coscienza. Il problema è quello che ti dice la coscienza: sei delegato dal tuo gruppo a rappresentarlo. Fai valere il tuo punto di vista o quello della maggioranza. Poi, quando si voterà in aula, voti quello che ritieni giusto. Ma in Commissione il discorso e un altro, è tecnico. Andrea Declich

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  7. Mi sembra che si parli di due cose diverse........ la sostituzione di due componenti di commissione da una parte e l'approvazione a maggioranza di un testo dall'altra......... o mi sbaglio?? Se questo è il nocciolo della questione non capisco quale sia il fine della discussione

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  8. Senatore, mi pare che stiate scherzando col fuoco.

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  9. Finalmente una persona, Walter Tocci, che con altri, pochi, riesce a tenere retta la spina dorsale di fronte al ducetto Renzi e ai suoi bravi che cercano di sparigliare le carte spostando la discussione dalla defenestrazione di Mileo e Chiti ai voti in commissione. Vorrei ricordare una frase di un uomo Salvador Allende, che è morto per la democrazia "Sono pronto a resistere con ogni mezzo, anche a costo della vita, in modo che ciò possa costituire una lezione nella storia ignominiosa di coloro che hanno la forza ma non la ragione." Ecco Renzi ha la maggioranza, la avevano avuta anche Hitler e Mussolini, ma non ha ragione ... purtroppo con sto andazzo ci vorranno altri vent'anni perché molte persone capiscano cosa sta succedendo oggi. Possiamo consolarci pensando che solo chi si oppone alla storia, intesa come destino ineluttabile, ma anche come ragion di stato, sopravvive all'oblio storico, gli altri spariranno presto dalla memoria degli esseri umani ... Grazie Tocci. Gian Carlo Zanon

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    1. In commissione non sei lì a portare le tue posizioni personali o di una minoranza, ma quella del gruppo, che ha votato democraticamente contro la posizione di Mineo, a larghissima maggioranza. Per coerenza e onestà intellettuale Mineo avrebbe potuto dimettersi dalla commissione per essere libero di esprimere le sue posizioni in aula, al limite anche votare contro assumendosi le sue responsabilità. Ma in commissione ti attienei alle decisioni del tuo gruppo, altrimenti quello antidemocratico sei tu. Tutta questa polemica è pretestuosa e questo presentarsi come paladini della democrazia mentre te ne stai appropriando per far valere una posizione di minoranza contro la maggioranza del tuo stesso partito è imbarazzante.

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    2. imbarazzante è cercare di demolire pezzo per pezzo la costituzione semmai. Ma visto che lei è così informata ci potrebbe dire nel dettaglio a cosa si oppone Mileo?
      Tocci dice «Si tratta di un'aperta violazione dell'articolo 67 della Carta che garantisce la libertà di mandato del parlamentare e, come ripeteva sempre Bobbio, costituisce una delle principali garanzie per la libertà di tutti i cittadini.» se è così è questo il punto su cui discutere , se è così è giusto che Mileo si opponga. Lo dovrebbero fare tutti quei politici cha hanno a cuore la democrazia. Se non è così Tocci è un bugiardo.
      Ma come al solito si parla di eresia e non si dice qual è l’eresia. Giordano Bruno è stato bruciato bruciato vivo perché diceva che l’universo non era quello descritto nella bibbia; ma sul Giornale della Confraternita di San Giovanni Decollato, il giorno dopo il suo assassinio c’era scritto « … stette sempre con la sua maledetta ostinazione aggirandosi il cervello e l’intelletto con mille errori e vanità»;
      Sono passati 400 anni ma nulla è cambiato , mi sembra di sentire quelli come lei che dicono “è in minoranza “ non ha onestà intellettuale” sei “profondamente scorretto” ecc. ecc. senza dire a cosa si è opposto Mileo. Domani scriverete « … stette sempre con la sua maledetta ostinazione aggirandosi il cervello e l’intelletto con mille errori e vanità» siete uguali a coloro che hanno mandato al rogo Giordano Bruno solo che ora la mordacchia per silenziare gli eretici è la loro esclusione dalla Commissione.

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    3. Rispondo ad Eleonora : Non mi risulta che stia scritto da nessuna parte che " In Commissione non sei lì a portare le tue posizioni personali ma quelle del gruppo". I deputati membri delle commissioni sono liberi di esprimere, anche col voto, le loro posizioni personali. Anche in questo si realizza la libertà di mandato prevista nell'art.67. Inoltre non mi risulta che la sostituzione dei due parlamentari sia stata decisa attraverso una riunione del del gruppo, bensì per decisione autoritativa di Renzi e del suo entourage.

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    4. Ci stiamo dimenticando che primarie ed elezioni europee comunali ed altre,hanno portato il PD ad una percentuale mai raggiunta fino ad oggi.Senza tener conto anche dell'alto gradimento nazionale ed internazionzle che Renzi gode. Poi se ad altri rode il fatto di questi risultati ottenuti, allora è un altro discorso. f. Critikon

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  10. si prega di leggere
    https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=288179814693210&id=133572500153943

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    1. Sono andato a leggere cosa scrive Francesco Russo su Face book. Tra le altre cose scrive:
      «Ma la democrazia è il governo della maggioranza.
      E allora a Mineo e ai civatiani dico che stanno facendo la figura dei bambini capricciosi: pestano i piedi perché non hanno ottenuto quello che volevano.
      A Mineo, inoltre, ricordo che in una comunità si accettano le decisioni della maggioranza alla fine un senatore non è d’accordo con la linea del proprio partito può chiedere di cambiare commissione o dimettersi.»
      Anche lui non entra nel merito dell’eresia di Mileo, troppo comodo. Mileo e chi la pensa come lui secondo Russo sono solo dei bambini capricciosi e poco importa se il loro “ capriccio” è quello di voler salvare la costituzione . Il “capriccio” di Mileo e dei civatiani scompare dall’orizzonte dei Renziani che salutano renzianamente al grido “state sereni”.
      Inoltre, visto che il Russo da lei anonimamente proposto si picca di ricordare le regole della democrazia, ricordo che non solo lui come tutti i parlamentari non sono stati eletti dal popolo sovrano ma scelti dai quadri del loro partito di appartenenza. Ma non solo: essendo stati eletti con una legge elettorale anticostituzionale … come ha legiferato la Consulta …
      Quindi le regole democratiche non vanno sbandierate solo quando fa comodo caro il mio signor Anonimo.
      Inoltre quando nacque la democrazia erano gli aristos, cioè i migliori a rappresentare i cittadini di ogni demos. Ora i cosiddetti rappresentanti del popolo vogliono disfare la Carta costituzionale per creare una oligarchia inattaccabile e per privare i cittadini anche di quel poco di democrazia che ancora rimane.

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  11. Gentile Signor Tocci, di che si meraviglia? Era tutto chiaro fin dall'inizio.
    Il neo-eletto segretario Renzi, prima ancora di andare al governo, siglò con un pregiudicato un oscuro patto di legge elettorale con implicita modifica costituzionale proclamando che il parlamento avrebbe dovuto votare tale patto senza discuterlo in quanto non trattavasi di "menù alla carta". In tanti abbiamo tremato paventando il bivacco di manipoli, ma Corradino Mineo inneggiò al vulcanico leader che prometteva finalmente di occuparsi di scuola ecc. ecc., (pur sapendo che anche Mussolini si occupò di scuola e di ecc ecc).
    Mi chiedo ogni giorno come mai lei, Casson, Mineo e altri possiate tollerare che una Boschi dica che Matteo Renzi può fare quel che meglio crede in quanto legittimato alle primarie da due milioni di passanti. Mi chiedo come possiate tollerare che una Serracchiani possa richiamare alla disciplina di partito il presidente del Senato che denuncia il mancato bilanciamento dei poteri nel progetto governativo di riforma costituzionale. Come mai non prendete da parte queste due ragazzine ( e le altre del famoso cerchio magico) e le costringete a studiare i principi basilari della Costituzione? Come mai Grasso, seconda carica dello Stato e figura di garanzia per tutti gli italiani e non burattino di un partito politico, non le prende per un orecchio e da loro una lezione di diritto e di buona creanza?
    Vi rendete conto, voi che dentro quel partito avete onestà e ben dell'intelletto, della piega brutta che sta prendendo la situazione? A furia di ripetere a pappagallo la bugia delle riforme volute dagli elettori, complici giornalisti zerbini, Renzi e Boschi hanno finito veramente per far credere che nel 2013 il programma elettorale del PD contenesse riforma costituzionale e larghe intese. Conteneva invece iniziative di tutt'altro genere.
    I giovani italiani fuggiti all'estero, le piccole imprese che hanno chiuso, le famiglie che hanno perso la casa, coloro che si sono suicidati per debiti cui non potevano più far fronte.... non aspettavano certo la trasformazione del Senato in "camera di consiglieri regionali e sindaci più corrotti del mondo scelti dai partiti più corrotti del mondo". Aspettavano e aspettano tutt'altro. Tanti cittadini si aspettano che voi levate alta e chiara la voce per ribadire che nessun governo può mettere le mani sulla Costituzione e che un Parlamento di nominati può solo fare il necessario er garantire subito nuove elezioni con regole democratiche, prima che tali regole vengano bandite dall'Italia.
    Grazie per quel che ha fatto e per quello che farà.
    Giovanna

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    1. Bellissimo commento, firmerei ogni parola di quanto lei ha scritto
      Gian Carlo

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  12. di Paolo Flores d'Arcais, da Il Fatto quotidiano, 28 ottobre 2012

    Il programma di Matteo Renzi è pessimo, il suo stile insopportabile. Il 25 novembre alle primarie voterò Matteo Renzi, firmando anche il “giuramento” per il centrosinistra alle elezioni di primavera. Nelle quali invece, hic stantibus rebus, voterò Grillo. Non mi sentirò in contraddizione e meno che mai disonesto. Infatti. Il programma di Renzi è pessimo: i diritti dei lavoratori, per i quali si batte ormai solo la Fiom, non esistono. Eppure se si vogliono le primarie, si dovrebbe volere pure il voto dei lavoratori per eleggere i delegati e approvare o respingere gli accordi sindacali. Ma Renzi è un fan di Marchionne stile curva-sud. Anzi era: ora che ha insultato Firenze fa l’offeso, finché calpesta gli operai va benissimo.

    Renzi cincia di tolleranza zero contro la corruzione, e anzi propone perfino il reato di traffico di influenze (lo fa anche la Severino) e il ripristino del falso in bilancio, ma lascia le pene nel vago, e resta il bonus di tre anni della famigerata legge bipartisan. Non una parola sull’abrogazione di tutte le leggi ad personam, sulla prescrizione dopo il rinvio a giudizio, su pene effettivamente deterrenti (cioè anni di galera effettivamente scontati) per l’autoriciclaggio, l’evasione fiscale e soprattutto l’intralcio alla giustizia, e sull’eccetera tante volte analiticamente esposto su questo giornale: la lotta alla corruzione resta grida manzoniana. Eppure le cifre di un solo anno di corruzione, evasione e mafie corrispondono alle manovre “lacrime e sangue” di un’intera legislatura. Ci sarebbero soldi sia per ridurre il debito pubblico, sia per aumentare il welfare (anziché ucciderlo), sia per ridurre le tasse. ............

    http://temi.repubblica.it/micromega-online/baciare-il-rospo-renzi-per-distruggere-il-pd/
    .

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  13. Caro Walter, l'articolo 67 non c'entra. L'assenza di vincolo di mandato si misura col fatto che non c'è un'istanza che può decidere se il deputato abbia o meno agito coerentemente con un programma o con un'idea. E' il popolo, attraverso il voto, che decide se il deputato lo può rappresentare e che, in caso, non lo rivota.
    E' diverso il caso delle commissioni che fanno un lavoro istruttorio, e in cui devono essere rappresentati tutti i gruppi. Li i rappresentanti sono delegati dei gruppi. La destituzione è prevista dai regolamenti, che non risulta siano anticostituzionali. La dialettica politica si realizza, e la capacità dei parlamentari si misura, nello spazio che c'è tra l'obbedienza pedissequa alle indicazioni del gruppo e il rifiuto di adeguarvisi.
    ALTRO è l'essere d'accordo o meno con quanto sosteneva Mineo, o con l'opportunità di dare corso a una sostituzione, che è però legittima.
    La mia idea è che le tesi siano state giuste e sostenute malamente. Ma non ho seguito bene la faccenda. Ma sollevare continuamente la violazione della costituzione ricorda molto i colpi di stato di Berlusconi.

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    1. Il lavoro di Commissione non è diverso dal lavoro d'aula. Solo, si è di meno.

      Ciò detto, sarebbe il popolo a decidere se il deputato o senatore può rappresentarlo ma, accidenti, ciò non è possibile, stante la legge elettorale. Quindi? Si fa come dice il capo partito (che in questo caso è anche Presidente del Consiglio)?

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  14. Art 31, comma 2°, del regolamento del Senato. Non è prevista la "destituzione", ma la sostituzione "per un determinato disegno di legge, o anche per una singola seduta". Il che farebbe pensare a cose temporanee (malattie, impedimenti) per le singole sedute, e sostituzioni volte a permettere la partecipazione di personalità particolarmente ferrate su determinati temi, per l'altro caso. A me pare pure logico, da quello che leggo. che il membro "titolare" riacquisisca il ruolo in seguito. E che la decisione, se legata al particolare disegno di legge, debba essere presa preliminarmente, e non ad hoc in corso d'opera, se il membro non è abbastanza allineato. Proprio perché il lavoro è istruttorio, affrontarlo catafratti in armatura con stendardo e paraocchi non parrebbe la soluzione milgiore.

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    1. non parrebbe la soluzione migliore.... lo diventa se si pretende di predeterminare unilateralmente l'esito dell'istruttoria; il che comunque si otterrà per il rotto della cuffia, dato che Mineo era in nutrita compagnia nella contrarietà al testo Boschi, ed è per questo che ha costituito un problema. Una vittoria ai punti non è certo un brillante viatico per una riforma così delicata che meritava una diversa disponibilità e ampia condivisione.

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    2. Giacomo, il punto è un'altro. Nella commissioni devono essere rappresentati i gruppi (lo dice la costituzione). E i nomi dei componenti vengono proposti dai gruppi e votati dall'assemblea. E' certo che il lavoro istruttorio ha senso se fatto liberamente, ma è altrettanto certo che devi rappresentare la posizione del tuo gruppo. E' una questione di sensibilità politica. Le obiezioni al testo del governo mi sono sempre sembrate ragionevoli, ma non il modo con cui sono state promosse. Andrea Declich

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    3. Oppure, potrebbe essere sostituito per un intero disegno di legge perché il parlamentare è contrario alla posizione del partito. Che so, sulla fecondazione assistita o sull'aborto qualcuno potrebbe avere una questione di coscienza e votare col partito che ha una posizione opposta...

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    4. Tutti i senatori sono membri di una commissione permanente: il gruppo (e in parte il presidente del Senato, per riequilibrare le rappresentaze) li designa nell'una o nell'altra, ma non è che li possa smistare di volta in volta a piacere: una volta nominati restano membri per due anni.

      Il caso di Mineo, membro in sostituzione di un senatore diventato sottosegretario, è ancora diverso, visto che il regolamento del senato dispone che il suo ruolo di sostituto duri "per la durata del mandato" del senatore che sostituisce.

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    5. si continua, in tipico stile politico, a parlare della forma ma non dei contenuti ...

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    6. Non è il tipico stile politico. La rimozione di Mineo può piacere o no, essere giudicata giusta o sbagliata. Ma non è una violazione della costituzione. Se mi permetti, la sostanza cambia, e assai. A.D.

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  15. Temo che la sensazione di "vivere un mondo a rovescio" sarà sempre più viva fintanto che i partiti o i "movimenti politici" saranno soggetti alle logiche autoritarie del loro "padrone" di turno! Forse sono troppo pessimista, e magari c'è ancora qualche speranza...
    Per il momento non posso che augurare buona fortuna al vecchio compagno di antiche battaglie...

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  16. caro Walter, cari 14 compagni, pensavo che vi foste chiusi in una gabbia, sto scoprendo che è una camera a gas.

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  17. La contrapposizione non è tra governo e parlamento ma tra partito e parlamento. E' qui che trovo pienamente ragionevole il punto di vista di Renzi. La costituzione la scrivono i partiti e non i singoli parlamentari a prescindere dai gruppi di appartenenza. La libertà del parlamentare sta nel restare e sostenere o invece aggregarsi a nuovi gruppi non a cercare una maggioranza qualsiasi su qualsiasi punto costituzionale o di governo che sia. Senza partiti non ci sono maggioranze durevoli perchè ogni compromesso può subire il veto di chiunque. I no rappresento una volontà nell'insieme non sommabile perche eterogenea al contrario i si, sono la fiducia e rappresentano la volontà positiva della politica ed è questo un bene che in democrazia va tutelato.

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  18. Come sempre condivido la onestà intellettuale delle sue analisi, l'intelligenza politica delle sue posizioni e la libertà delle sue scelte di rappresentante del popolo nella Camera Alta della Sovranità Istituzionale della nostra Repubblica Italiana, fondata sul Lavoro. Sono un'iscritta un po' datata che usa con difficoltà il dibattito virtuale e rimpiange il confronto di partito, l'elaborazione delle conoscenze e delle riflessioni, l'approdo alle idee condivise e da promuovere. Ricordo tempi in cui non si rivendicava "quante ore ci fosse costato" quel confronto, ma si cercava la sintesi inclusiva perché il nostro obiettivo era la democrazia. Per questo, nonostante il mio disagio con il linguaggio virtuale, ho deciso che non poteva più bastare leggervi ed ascoltarvi, ma dovevo partecipare. Utilizzo l'argomentazione e le parole di sergioarangino 12 giugno 2014 21.52, che condivido e sottoscrivo senza ripeterle e tediarvi, ma apro due riflessioni:
    -"una presunta legittimazione elettorale" assolutamente presunta. Le elezioni europee richiedevano un voto per L'Europa, contro gli euroscettici e gli antieuropei degli schieramenti disfattisti e di destra. Anche il nostro giovane presidente del consiglio, durante la campagna elettorale, temendo uno "Sfilarsi del popolo di sinistra" sosteneva che non era "un referendum pro renzi" , salvo ad appropriarsene, dopo, sommando, spregiudicatamente, alla fanteria sempreverde della destra alla responsabilità politica del popolo di sinistra. Anch'io ho votato il mio partito, il PD, per la sua politica europea pur essendo del tutto critica della sua politica interna, di riforme e di strategie. Ho votato per l'Europa; per alzare uno scudo a Onore e Difesa del Presidente della Repubblica,vilmente aggredito dall'ottuso sciovinismo di grillo; per sostenere quel pezzo del mio partito parlamentare non assuefatto dal potere.
    -"caduta di stile". Non è solo una caduta di stile, per quanto grave la si voglia giudicare.
    E' una perdita di valore costituzionale e democratico da non sottovalutare. Annakap

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  19. L'articolo 67 della Costituzione, come è del tutto evidente, non c'entra niente: nessuno ha messo in discussione la libertà di espressione del singolo parlamentare. Semplicemente, c'è il diritto (e direi il dovere) di un gruppo parlamentare di sostituire in una commissione un suo rappresentante che propugni posizioni del tutto in contrasto con la scelte approvate dal gruppo. Ma, anche nel merito, questa posizione di Mineo, di Walter e degli altri è incomprensibile: stiamo facendo una riforma storica, che supera il bicameralismo perfetto (solo per ricordarlo: una posizione che il PCI aveva fin dagli anni '70). Adesso la discussione è se i senatori devono essere eletti di secondo livello da una platea di amministratori locali (come in Francia, in Germania ecc.) oppure dai cittadini in listini separati collegati all'elezione dei Consigli regionali. Premesso che per me possono andar bene entrambe le soluzioni (perchè l'unica cosa importante è che questa riforma si faccia!), mi sembra chiaro che non c'è alcuna ragione per sollevare tutto sto can can e per gridare allo stravolgimento della Costituzione.
    Come ha ben detto il Presidente Napolitano: una "babele incomprensibile" , che può avere l'unico effetto di bloccare - ancora una volta - l'approvazione di una riforma indispensabile. Non per Renzi, per l'Italia.
    La stima - assoluta ed immutata - per Walter mi porta a ritenere che non vorrà contribuire a quello che sarebbe un vero e proprio disastro. Nicola Nanni

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  20. Le riforme vanno bene se non si toglie altro potere elettivo ai cittadini. Le riforme vanno bene se si fanno a favore dei cittadini e non della politica. Le riforme vanno bene se si migliorano le condizioni di vita dei cittadini. Votare per il PD non significa votare per Renzi, e nemmeno votare per qualsiasi tipo di riforma a PRESCINDERE.

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  21. Dovremmo tornare alla ragione di questo contendere: da una parte un partito che propone l’abolizione del senato rendendolo non più elettivo, dall’altra una parte dello stesso partito che è contraria.

    Posizioni entrambe legittime discusse nelle sedi che si sono riuscite ad attivare, poi la sintesi approvata da oltre l’80% diventa quella con cui si va al confronto con le altre forze politiche.

    Per chi dissente rimane la libertà che l’art 67 della Costituzione garantisce ad ogni parlamentare, anche da solo (a me è capitato di lottare in assoluta solitudine contro la tessera elettorale che è in contrasto con il diritto di voto e con l’art 48 della Costituzione)

    Qui però ci troviamo di fronte ad un caso diverso: il PD propone al confronto una proposta di riforma ripetutamente dichiarata emendabile su tutto (dalla presenza di troppi sindaci alla questione dei Senatori nominati dal Presidente della Repubblica) ma due punti sono considerati irrinunciabili: quello dell’abolizione del senato così come è e del bicameralismo cosiddetto “perfetto”.

    Il 2 aprile 2014 viene presentata alla Presidenza del Senato un disegno di legge costituzionale di segno diametralmente opposto sulle questioni fondamentali del mantenimento del senato elettivo e della codecisione in materia legislativa.

    Tutto corretto, fa parte della dialettica parlamentare; ciò che apre agli iscritti al PD un problema sono le forze politiche che sostengono il progetto alternativo a quello del PD

    Primi firmatari sono infatti senatori del PD (tra cui i 14 autosospesi) e due di questi sono presenti nella Commissione parlamentare che la proposta del PD deve esaminare e dove la maggioranza è davvero risicata.

    Ad oggi il DDL risulta sottoscritta da 20 firmatari del PD, da 12 fuoriusciti o espulsi dal Movimento 5 stelle, da 3 esponenti di SEL, 1 del PDL e 1 del PSI-MAIE.

    Mi pare che si tratti di un atto politico, di una scelta di campo e di alleanze sulla quale dissento totalmente e chiedo che il partito per cui ho votato (nonostante le difficoltà) metta in campo ogni possibile sforzo per sconfiggerla.

    Non credo che un partito non possa esprimere un giudizio sui propri parlamentari, non credo che i gruppi parlamentari non possano nominare nelle commissioni chi pensano rifletta meglio le proprie posizioni, gli altri non sono esclusi, possono sempre intervenire in aula quando in aula si discuterà il singolo provvedimento e questo è molto, molto di più di quanto concesso a noi comuni mortali

    Chi però intende continuare questa battaglia per impedire che il Senato sia radicalmente cambiato e non sia più un duplicato della Camera dei Deputati se ne assuma la responsabilità cerchi alleanze diverse ma non chieda a chi mi rappresenta di fare propria una proposta non condivisa.

    Paolo Guerriero

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    1. mavaffanculo

      non volgiono abolire il senato ma dimezzare la camera ed il senato stesso e con in senato che non vota la fiducia al gorverno

      perche' spaventati dal combinato disposto di riforma boschi (collega della moretti ;-) ) e legge elettorale
      renzi-verdini preludio ad una dittatura stile centro-america dell ex sindaco piu' amato d italia

      i 13 senatori sono degli eroi e tu un pezzo di me**a leccapiedi dell erede del nano

      studia la storia imbecille

      Venceremos adelante o victoria o muerte

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  22. mavaffanculo

    non volgiono abolire il senato ma dimezzare la camera ed il senato stesso e con in senato che non vota la fiducia al gorverno

    perche' spaventati dal combinato disposto di riforma boschi (collega della moretti ;-) ) e legge elettorale
    renzi-verdini preludio ad una dittatura stile centro-america dell ex sindaco piu' amato d italia

    i 13 senatori sono degli eroi e tu un pezzo di me**a leccapiedi dell erede del nano

    studia la storia imbecille

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  23. Renzi non e' un problema per la democrazia nel PD, ma per la democrazia italiana. E il PD-apparato si sta facendo strumento passivo della sua presa del potere

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  24. Le ragioni del dissenso sono del tutto condivisibili. In tema di costituzione non accetto proprio l'idea di "disciplina di partito" cioè di discussioni fatte fuori dall'unico luogo deputato a dibattere e decidere su questa materia cioè Camera e Senato.

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  25. Condivido pienamente il contenuto e le argomentazioni presentate dal compagno Tocci.

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    1. Marco:peccato che di parte

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