mercoledì 3 giugno 2015

Come riscrivere la legge sulla scuola


Oggi inizia la discussione sulla legge per la scuola nella Commissione del Senato. E' una riforma mancata, come ho cercato di spiegare nel lungo saggio pubblicato nel post di ieri. Ora il compito si fa più difficile: quando si emenda un testo sbagliato si rischia di rimanere invischiati nelle sue contraddizioni. Abbiamo cercato di schivare il pericolo presentando sulle principali questioni le proposte alternative che cambiano la logica del provvedimento e quelle che in ogni caso provano a migliorarlo.

Però non basta correggere i singoli punti, la legge deve essere proprio riscritta. Come si può fare? Proponiamo un innovativo metodo legislativo, un approccio diverso e uno stile più semplice. La legge della scuola deve contenere pochi articoli, ma che siano chiari e leggibili anche dai non addetti ai lavori. Qui trovate l'esposizione dei principali emendamenti e del nuovo metodo.

Per non perdere tempo si deve procedere subito all'approvazione delle norme sulle assunzioni, con le necessarie modifiche, al fine di non mettere a rischio l'inizio dell'anno scolastico. Questo ci consentirà di proseguire in commissione il più complesso lavoro di riscrittura della legge. E' la mossa del cavallo che abbiamo già proposto a Renzi. Chiediamo che sia valutata con attenzione. Consentirebbe di ritrovare una sintonia con il mondo della scuola e nel contempo approvare una buona legge.

42 commenti:

  1. Caro Walter, si vince con la verità. Ora, pur avendo sostenuto la riforma del 1974, dobbiamo dire che sono proprio gli organi collegiali a non funzionare. Vediamo perché: 1) i Consigli di Classe non sono quasi mai presieduti dal DS bensì dal Coordinatore di Classe figura non prevista dalla normativa e che fa risparmiare seccature al DS. Urge togliere la presidenza dei consigli al DS e stabilire la figura del coordinatore secondo un nuovo ordinamento; 2) il DDL art 21 lettera f compie un gran pasticcio. Ovvero fa finta di non vedere. E' un fatto assodato che il collegio docenti talvolta di 200 persone, talora addirittura di istituti comprensivi di indirizzi diversi non funzioni. Si sostituisca la lettera f con un testo semplice "gli indirizzi didattici della scuola sono definiti da un consiglio di docenti elettivo (1 eletto ogni 10 docenti); almeno 10 giorni prima della riunione tutti i docenti saranno informati dell'Odg, si ribadisce che in questo organismo di democrazia delegata il DS ha la semplice funzione di presidente". 3) Spetta ai Consigli di Classe l'adozione del libro di testo e non più al Collegio Docenti (perché mai debbo votare su un libro di Chimica di cui non conosco alcunché), il DS non può interferire su questa libera scelta che attiene alla libertà di insegnamento, i Consigli di Classe potranno adottare strumenti digitali purché dimostrino che quei contenuti corrispondono ad autori e a criteri valoriali di sicura scientificità. Per ora mi fermo qui ciao Piero

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    1. Per i docenti della tabella C (insegnanti tecnico pratici) l'unico modo per abilitarsi sono i PERCORSI SPECIALI ABILITANTI (PAS). Dopo anni ed anni in cattedra chiamati dalle GI, l'anno scorso abbiamo avuto l'opportunità di abilitarci, adesso noi ci troviamo abilitati in seconda fascia Graduatorie d'istituto con servizio ed esperienza pluriennale e la riforma della Scuola non prevede per noi nessun tipo di assunzione non ostante ci siano i posti liberi. Noi chiediamo di essere assunti poiché i posti disponibili esistono.

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  2. aggiungo anche che la riforma del quinto anno è diventata non più rinviabile: quelli che vanno all'università dovrebbero poterlo fare a 18 anni (come negli altri paesi) e quelli che devono prepararsi per il mondo del lavoro devono frequentare corsi post-diploma anche per correggere le storture create con la licealizzazione degli istituti tecnici che hanno finito per perdere quel valore aggiunto che prima riuscivano a produrre nel sistema della formazione

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  3. sono d'accordo con Piero: valorizzare meglio quelle figure che oggi stanno mantenendo il sistema scolastico: collaboratori del DS, coordinatori di classe, coordinatori didattici, responsabili di laboratorio.


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  4. un maggior controllo sulle 104. Sono diventate un fenomeno abominevole: basta avere un qualche parente anche lontano, farsi fare una sentenza di affidamento e superi tutti i tuoi colleghi. Nessuno poi controlla se sono operazioni solo fittizie. E poi succede anche che il collega quando gli tocca andare nella classe che non gli piace si prende sistematicamente il permesso.......e nessuno può fare niente! Vi sembra una cosa tollerabile?

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  5. aiutiamo le scuole nei processi di avvicinamento alle tecnologie digitali. Ma vi sembra normale che ogni scuola deve spendere soldi per comprare un programma per il registro elettronico di tipo proprietario! Cioè che adotta soluzioni opposte agli OPEN DATA ! Non si risparmierebbero tanti soldi se questo servizio venisse offerto in modo centralizzato dal MIUR .Stesso discorso per tutti i programmi utilizzati dalla segreteria ....guardate qui quanti ne sono!

    http://www.argosoft.it/argox/scuola/prodotti.php

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  6. Egr. Senatore, se non ne è a conoscenza, vi una sentenza del TAR che porterà un commissario al MIUR, il 5 Giugno per storture nella Riforma Gelmini, per ridare le ore di indirizzo nei tecnici e nei professionali, voglia sanare questa grave inadempienza della Riforma. Inoltre, veda di consentire ai quota 96 di poter uscire dal sistema scolastico e affrontare anche il problema dei soggetti affetti da SLC che via via sta aumentanto nel mondo della scuola. Le posto un articolo che affronta tale problema: https://luciogiordano.wordpress.com/2015/06/03/stress-da-lavoro-una-malattia-professionale/. Ci sarebbero molte altri fattori da evidenziare, ma un blog, non è il luogo adatto.

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    1. Interessanti le sue osservazioni; se vuole, può continuare sulla mail walter.tocci@senato.it

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  7. al signore Anonimo vorrei dire che non credo che prima la situazione era migliore: si faceva finta di fare più ore perchè le ore erano di 50 minuti

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  8. Barbara Volpe3 giugno 2015 18:12

    Credo che lei abbia colpito nel segno: questo ddl, così come è concepito, sembra essere semplicemente punitivo, e non per quei docenti "meno buoni", che quelli , in genere sanno di esserlo e per questo, in genere, sanno anche come entrare e rimanere nelle grazie del DS! Ad essere puniti sarebbero proprio coloro che, invece, si dedicano con amore e dedizione ai loro alunni, cercando con ogni mezzo di accrescerne la preparazione e la motivazione! Tanti di noi amano e rispettano il proprio lavoro.... Non c'è festa durante la quale non si abbiano elaborati da correggere, lezioni stimolanti da preparare, registri da compilare, argomenti pluridisciplinari da elaborare.... non è vero che abbiamo tutte queste ferie! Io lavoro alle superiori e fra esami di stato e corsi di recupero delle insufficienze non vado mai in ferie prima del 25 di luglio... se si fanno gli opportuni conteggi restano i famosi 36 gg comuni a tutti gli statali! Non so per gli altri ordini di scuole,ma alle superiori è così! E poi.... la chiamata diretta..... siamo in Italia .... quanti Ds non si troverebbero prima o poi nelle condizioni di dover "accontentare" qualcuno.... amico, parente o magari altro! Facilissimo introdurre così quel sistema clientelare che fino ad oggi è stato lontano anni luce dalla scuola, dove per lavorare dovevi entrare in graduatorie, per titoli ed esami, rigide e rigidamente controllate da noi stessi docenti che ne abbiamo sempre scrupolosamente controllato il rispetto e l'efficienza! No, questo ddl... "non s'ha da fare", così come non deve assolutamente essere portato avanti il discorso sulle deleghe al governo: in tutte la nazioni civili esiste una rappresentanza dei lavoratori che "media" a favore di essi! Perchè questa mancanza di trasparenza proprio con un comparto del pubblico impiego? Tanto più che questo disegno scellerato ci viene da colui che propugna addirittura il "sindacato unico" di mussoliniana memoria! Certo,dopo aver riesumato la "chiamata diretta" a firma "MUSSOLINI 1923"e aver abolito la rappresentanza sindacale insegnanti la scuola italiana diverrà velocemente scuola di regime.... torneremo indietro di un secolo! Potrei scrivere all'infinito sui danni che questa "buona (per chi) scuola" produrrebbe, ma cui prodest? Le leggi si fanno per il popolo ma col popolo, ovvero dopo aver sentito chi lì ha trascorso la propria esistenza.... riforma si, valutazione ben venga.... ma i criteri e le modalità devono essere oggettivi e calibrati, studiati da chi davvero conosce un mondo così particolare quale è quello della scuola... solo così si potrà parlare di riforma! Allo stato attuale, mi consenta Onorevole Tucci, la parola che meglio si adatta a questo ddl è .... ciofeca!

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  9. Vorrei inoltre sollevare il problema dei congelati SSIS. Circa 500 persone hanno congelato il percorso SSIS per vari motivi, ad esempio, per dedicarsi alla propria formazione in modo più ampio, come prendere un dottorato. Si sono trovati poi nella impossibilità di completarlo perchè nel 2009 sono state chiuse. Alcuni di quei 500 congelati hanno preso l'abilitazione con il TFA, ma non possono più accedere alle graduatorie ad esaurimento come i loro colleghi che invece completarono la SSIS. E' questa una ingiustizia, dal momento che i cosiddetti congelati SSIS comunque superarono delle prove selettive per accedervi, non è giusto che ricevano un trattamento discriminatorio.
    Nella prima stesura della Buona scuola erano almeno menzionati, ad un certo punto sono diventati invisibili.

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  10. NON SI può definire BUONA SCUOLA una riforma in cui il preside può chiamare a proprio piacimento un docente senza criteri oggettivi.
    Questo è DITTATURA, PESSIMA scuola, INGIUSTIZIA sociale, perché VIOLA i seguenti dettati costituzionali:
    · L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.
    · La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
    · Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
    LA SCUOLA NON È UN’AZIENDA E, PER LA SUA STESSA NATURA DI “COMUNITÀ”, NECESSITA DI UNA GESTIONE PARTECIPATIVA E NON VERTICISTICA
    QUESTA NON E’ UNA RIFORMA: È UN ATTO DI VIOLENZA
    NO AL DDL SCUOLA.
    NO A COLORO CHE ALLA CAMERA LO HANNO APPOGGIATO E VOTATO
    VOGLIAMO SPERARE NEL GIUSTO VOTO DEL SENATO

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  11. Art. 2 – Comma 15 - STRAPOTERE AL D.S. – INGIUSTIZIA – CORRUZIONE - CLIENTELISMO – MORTIFICAZIONI DI DOCENTI PLURILAUREATI, PLURISPECIALIZZATI, RICCHI DI ESPERIENZA E GIA’ CORRETTAMENTE E TRASPARENTEMENTE GRADUATI E VALUTATI DA CENTINAIA DI DOCENTI UNIVERSITARI E COMMISSIONI CULTURALI E AMMINISTRATIVE.
    Il comma così recita: “per l’a.s. 2015/16 il D.S. individua i docenti da destinare all’organico dell’autonomia, con le modalità di cui all’Art. 9,……”.
    I DD.SS. possono benissimo individuare i docenti dalle graduatorie esistenti (se il termine non piace si può usare ELENCO GRADUATO) secondo l’ordine di inserimento degli stessi. Le graduatorie già contengono tutti gli elementi sostanziali di un curriculum (altro termine gradito all’estensore del DDL); cioè: data di nascita, servizio effettuato, titoli di studio, titoli di specializzazione, specializzazioni per il sostegno, ecc.
    NELLA SCUOLA NON C’E’ BISOGNO DI “COLLOQUIO”. (Vedi Art. 9 - Com.3- lett. C). Per fortuna non è prevista la foto, lo stato di famiglia, . . .ecc. ! –
    - La vera “Trasparenza e pubblicità dei criteri adottati e degli incarichi conferiti” (Art. 9-Com.3 – Lett. C) è assicurata solamente dalle convocazioni collettive e pubbliche degli UFFICI SCOL. PROV.LI e dai conseguenti incarichi/nomine conferiti pubblicamente dalle “commissioni” preposte.

    Art. 9 – Comma 2 – STRAPOTERE AL D.S. –
    La normativa attuale prevede, quale condizione necessaria per l’insegnamento, l’abilitazione all’insegnamento per il quale è nominato.
    - Sarebbe, perciò opportuno precisare che il D.S., solamente in mancanza di docenti abilitati, può utilizzare docenti non abilitati.

    Art. 8 – Comma 11- GRAVE E LAMPANTE INGIUSTIZIA-
    Perché il DDL ha deciso di punire I DOCENTI SOPRANNUMERARI?
    Il Comma 11 dell’ART. 8 così recita:”……il personale docente in esubero o soprannumerario nell’a.s. 2016/17 è assegnato a domanda ad un ambito territoriale”.
    In pratica, un docente che diventa soprannumerario per contrazione di classi, e non per sua personale colpa o volontà, viene punito perché entrerà a far parte del mercato delle candidature e se non sarà destinatario di alcuna proposta (perché magari non ha parenti o amici influenti …) sarà l’Ufficio scol. Reg.le a decidere la destinazione (stiamo parlando di un docente con diecine di anni di servizio di ruolo).
    - Non sarebbe, perciò, opportuno che il docente, costretto a cambiare scuola, eccezionalmente possa chiedere di essere trasferito in una scuola di sua scelta e non in un ambito territoriale?



    ART. 11 – Comma 5 - STRAPOTERE AL D.S.
    Il Comma 5 dell’Art. 11 così recita: “In caso di valutazione negativa del periodo di formazione e prova, il D.S. provvede alla DISPENSA dal servizio con effetto immediato, senza obbligo di preavviso.”
    - Sarebbe opportuno e logico che sia il comitato di valutazione a valutare, a maggioranza dei voti dei componenti, i docenti in prova (a parità di voti, il voto del D.S. vale il doppio).
    - Sarebbe anche opportuno e giusto che, in caso di valutazione negativa, il docente abbia la possibilità di effettuare almeno un 2° anno di prova, trattandosi di docenti che sicuramente hanno già insegnato per diversi anni.

    Art. 13 – VALUTAZIONE del MERITO del personale docente. STRAPOTERE DEL D.S. –
    - INIDONEITA’ DEL COMITATO DI VALUTAZIONE A VALUTARE IL MERITO DEI DOCENTI.
    Il Com. 2 dell’Art. 13 così recita: “Il D.S., sulla base dei criteri individuati dal comitato di valutazione dei docenti ……..ASSEGNA annualmente al personale docente una somma ………”-
    - Premesso che docenti della stessa scuola, genitori ed alunni non possono “VALUTARE” i docenti
    (la qualità dell’insegnamento non può essere paragonata a pezzi di ricambi, catene di montaggio, mq. di muro costruito, mq. di pavimento messo in opera, ecc.) la valutazione deve essere effettuata da personale qualificato e formato allo scopo, esterno alla scuola, così come avviene in altri Paesi Europei. TANTO MENO LO PUO’ FARE Il DIRIGENTE SCOLASTICO.
    Tra le tante “originalità” del testo e le mistificazioni apportate questo DDL prevede anche la “valutazione all’incontrario” !

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  12. Sul fatto che il ddl sia da riscrivere siamo tranquillamente d'accordo. Non ci piace il fatto che si continui a girare intorno al punto. La scuola non è, non può essere e non vuole essere strutturata a modello delle aziende private, copiandone aspetti come accentramento del potere, competizione interna ed esterna, obbedienza assoluta. Per fortuna, la scuola è - e deve essere - basata sulla collegialità, sulla democrazia; noi non accettiamo passivamente il pensiero altrui, noi creiamo e diffondiamo cultura. Francamente, la riduzione a 4 anni del superiore mi lascia molto perplesso: come si possa pensare di migliorare la preparazione dei diplomati facendoli stare a scuola un anno in meno non so spiegarmelo. Tanto vale non mandarceli proprio, se funziona così.

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    1. Anche a me non piace la riduzione di un anno alle superiori; meglio integrare elementari e medie a 7 anni; in questo modo gli studenti escono dalla scuola a 18 anni, come accade negli altri paesi europei.

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    2. Secondo me, questa è la soluzione migliore, evitando le ridondanze (Il sabato del villaggio studiato 3 volte: splendida poesia, ma insomma, 3 volte ...), ma contiene un problema tecnico: si creerebbe una "onda anomala" quando l'ultima classe del vecchio ordinamento e la prima del nuovo si ritrovano insieme alle scuole superiori.

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  13. Voi che davvero rappresentate il Pd avete il potere di fermare il percorso del DDL.
    Il PD può ancora recuperare un rapporto che ormai ha perso con il paese, quello reale.
    Opponetevi, voi, proprio voi, potete dare il contributo fondamentale affinchè il DDL non venga approvato al Senato.
    Tutti aspettano questo segnale del risveglio della sinistra italiana.

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  14. Speriamo però che quest'ultimo appello al PD non sia una richiesta di "conservazione" perchè il PD non è il partito dei "conservatori".
    Il paese ha bisogno di una scuola che funzioni meglio!

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    1. Il PD è il partito della sinistra, non dei conservatori!!!!!
      E' il partito che non dovrebbe rappresentare solo gli interessi delle banche e delle industrie, ma gli interessi di tutti.
      La scuola non è un'azienda.
      La riforma della scuola non si attua per essere "alla moda" e seguire i modelli anglosassoni, o per dimostrare che si è fatto qualcosa.
      La riforma della scuola si attua per migliorarla e non per distruggerla e, soprattutto, la si elabora con coloro che lavorano nella scuola.

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  15. e soprattutto tenendo conto degli utenti del servizio scolastico

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  16. La mobilità straordinaria va a ledere i diritti dei precari storici che verranno assunti nel 2015 per regolare scorrimento di GaE provinciali o GM regionali del Sud. Non è eticamente corretto assumerci per un anno nella nostra provincia o regione e poi costringerci ad un esodo forzato per lasciare il posto che ci spettava senza ddl a chi invece ha bisogno del ddl per rientrare!!!! Che si rispetti il consueto 50 e 50! Correttezza!!!!

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    1. Infatti, come correttamente nota la collega, avete lasciato una lacuna gravissima ed imperdobabile

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  17. Egregio Senatore, la ringrazio dell'opportunità. Spero, in premessa, che il prossimo Ministro dell’istruzione abbia una cultura più solida, considerati i commenti dei miei stessi alunni, all’indomani delle gaffe macroscopiche tecniche e linguistiche degli ultimi Ministri.
    Autonomia scolastica e offerta formativa e Scuola, lavoro e territorio
    1. Con quali risorse e come intende realizzare l’apertura della scuola in orario pomeridiano? E come ridurre il numero di alunni? I 100.000 docenti che dichiara di voler assumere non bastano neanche a coprire le cattedre vacanti e il turn-over, figuriamoci la riduzione del numero di alunni per classe, per non parlare delle classi di concorso esaurite già nelle graduatorie. Le graduatorie sono abolite dal DDL. Nelle deleghe vi è la modifica del Testo Unico del ‘94 e lo stesso DDL parla di norme imperative non derogabili dalla contrattazione sindacale. Le conclusioni sono lapalissiane.
    2. È presente un evidente contrasto con la Costituzione. Infatti, il Piano triennale dell’Offerta Formativa elaborato ora dal Collegio deve rispettare gli indirizzi gestionali e amministrtivi del DS. Ciò annulla la libertà educativa e progettuale delle singole scuole che deve rispondere alle esigenze degli alunni, del territorio e delle famiglie. Inoltre si riaccentra fortemente il sistema educativo: il Piano triennale dell’Offerta formativa deve essere approvato sia dal Direttore generale regionale, sia dal MIUR con conseguente mancata autonomia di scelte e di bilancio, se non gradito. Certamente il DDL rafforza la responsabilità del Dirigente che non sarà certo, come afferma il Presidente nella lettera che mi ha inviato, “un primus inter pares dentro la comunità educativa” per come è delineata la sua figura. E l’autonomia didattica del docente, dei Consigli di classe e del Collegio dov’è finita? Credo, come tutti, che non è deprivando gli organi collegiali delle proprie funzioni che si costruisce “la scuola democratica”.
    3.Il Dirigente decide aziende, imprese, enti pubblici e privati. Su quali criteri, senza un progetto formativo del Consiglio di classe che conosce le problematiche presenti nella classe e le esigenze di ogni alunno? Che il raccordo debba esserci è innegabile ma ci sarà certamente anche un GAP enorme tra nord e sud, tra una grande città ed una piccola, tra un ordine di scuola e l’altro.

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  18. Competenze del Dirigente Scolastico.
    1. Crea disparità di trattamento perché i Dirigenti potranno stabilire criteri notevolmente diversificati, da scuola a scuola, per uno stesso insegnamento e nello stesso ordine di scuola. Vi sarà una giungla di criteri che, in modo arbitrario, i dirigenti metteranno in campo per scegliere la propria “squadra”. Inoltre, quale sarà il criterio con cui il DS dell’istituto X sceglierà prima del suo collega dell’istituto Y? Se fossero tutti onesti dovranno fare a gomitate. E chi arriva dopo? E quali crede che saranno i criteri di scelta dei nuovi DS campani che hanno superato l’ultimo concorso con una Commissione indagata penalmente e destituita dalla stessa P.A.?
    2. Non viene valorizzata la professionalità docente in quanto consente di insegnare, in ordini e gradi diversi, discipline per cui non si possiede né abilitazione, né esperienza professionale maturata sul campo. Quindi, vi sarà disparità di trattamento tra alunni
    3. Di fatto, il DDL precarizza tutti in quanto se un docente di ruolo volesse o dovesse chiedere trasferimento ad altra scuola per qualunque motivo giusto e sacrosanto, confluisce nell’albo. E se nessun Dirigente gli offre un contratto triennale, pur avendo esperienza e professionalità perché non risponde ai criteri arbitrari e soggettivi stabiliti? E chi farà il contratto ad una docente incinta? La tutela della maternità e della famiglia le cestiniamo? I docenti che chiedono trasferimento finiranno per fare supplenze temporanee, un po’ in una scuola, un po’ in un’altra e saranno ballerini tra più scuole dicendo anche addio alla continuità, dopo anni di onorato lavoro e professionalità acquisita e di cui la scuola pubblica sarà privata.
    4. Già oggi tanti docenti sono soggetti ad isterismi, paure, aggressioni verbali da parte di alcuni Dirigenti, già oggi assistiamo a politiche dirigenziali disgreganti secondo la logica Dividi et impera. E domani? È vero, si parla di valutazione dei Dirigenti, ma su quale logica? Le norme sulla valutazione di Dirigenti e Docenti sono già presenti ma non vengono applicate e si spostano i personaggi che sbagliano da una scuola all’altra, da un ufficio all’altro, facendo solo il gioco delle tre carte. D’altra parte è la stessa logica presente in Parlamento e non può non darne atto.

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  19. Valorizzazione del merito del personale docente
    Premesso che NON MI RIFIUTO, anzi VOGLIO essere valutata, ho il diritto di esserlo con criteri giusti ed equi come gli stessi alunni pretendono da ME. Pertanto:
    1. Secondo il DDL, ultima trovata, valuta una commissione composta da docenti, alunni e genitori, e se pure i criteri sono dettati dal centro, l’applicazione sarà certamente soggettiva. Saremo in balia allora di antipatie e simpatie? Inoltre non sapevo che gli alunni avessero competenze tali da poter valutare un docente. Nella quasi totalità dei casi gli alunni riconoscono il valore del docente solo quando sono usciti dalla scuola, quando affrontano la vita universitaria o lavorativa. Noi docenti non costruiamo oggetti, scatole, profumi. Noi formiamo le persone e i nostri risultati non si vedono a brevissimo tempo ma a lungo termine.
    2. Potrebbe essere più equo ed oggettivo un nucleo di valutazione esterno qualificato e indipendente di cui fa parte il DS? In quasi tutti i paesi europei è così. Verifichi pure.
    3. E la misura dei risultati degli alunni come sarà rilevata? I voti più alti? Saranno penalizzati i docenti più seri e oggettivi. Saranno penalizzati i docenti che lavorano quotidianamente nelle classi difficili, con alunni difficili o che provengono da realtà deprivate.
    Cinque per mille. School bonus. Detraibilità delle spese sostenute per la frequenza scolastica.
    1. Si avranno poche scuole ricche. A nulla vale aver tolto il 5 per mille, perchè il ministro ha dichiarato che uscito dalla porta rientra dalla finestra con le norme sulla dichiarazione dei redditi. Le altre, la maggioranza, saranno sempre più deprivate considerato che in tantissime scuole le famiglie non pagano più il “contributo volontario” per motivi economici e a causa dell’attuale profonda crisi. Di conseguenza non è più garantito il DIRITTO ALLO STUDIO e il DIRITTO DI SCELTA DELLE FAMIGLIE. Vi saranno, inoltre, scuole del nord e scuole del sud, considerato che le regioni del sud sono tutte a basso reddito.
    2. La Costituzione afferma che le scuole non statali devono funzionare senza oneri per lo Stato, ma di fatto nel DEF vi sono 472.000.000 di euro per le scuole parificate a cui si aggiungono le detrazioni fiscali. Divertente che il ministro Giannini abbia affermato prima che il Governo non finanzia le scuole non statali ma che poi firmi il finanziamento. Avrebbero potuto aggiustare tantissime scuole pubbliche che cadono a pezzi con questi fondi, minimo 1000. Faccia Lei il calcolo di quante scuole pubbliche sono state defraudate in questi ultimi anni e quante lo saranno nei prossimi.

    Poche ultime Considerazioni
    Sono consapevole della necessità di una riforma della scuola e che sia importante una svolta ma mi aspettavo il passaggio al futuro non il ritorno al passato, ovvero ad una scuola pubblica che sia la “Scuola di pochi, scuola dei migliori”. Gli alunni hanno tutti gli stessi diritti garantiti non solo dalla Costituzione ma dall’intera Comunità mondiale. Si rilegga il discorso di Calamandrei a difesa della scuola pubblica pronunciato nel 1950 perché mai come oggi è attuale, considerate le scelte del suo Governo. La vera Buona Scuola è quella che valorizza la professionalità di tutti quei docenti, e sono tantissimi a fronte del 5% che si intende premiare, che con spirito di sacrificio e senso di responsabilità civile e umano, hanno operato e continuano ad operare con l’intento di mantenere inalterata l’offerta formativa, nonostante il taglio delle risorse. NON È VERO che lavoriamo meno dei nostri colleghi europei, basta andare sui Quaderni di Eurydice per verificare numero di ore e giorni di lezione, anzi lavoriamo molto di più a fronte di uno stipendio che è il più basso di Europa.
    La scuola pubblica non è un mercato, non ha bisogno di vetrine scintillanti e, così come il nostro dettato costituzionale insegna, è e deve essere garanzia di mobilità sociale, affrancamento e libertà di pensiero.

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  20. gli ultimi 3 commenti sono miei

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  21. Egregio Senatore Tocci, leggendo i suoi contributi emendativi appare chiara la sua volontà di assicurare ai docenti comuni e di sostegno già assunti e assumendi la titolarità nella scuola dove insegnano o a cui saranno destinati. Questo assunto però è già presente nel testo passato alla Camera!
    La questione spinosa che non ravviso nel suo emendamento all'art.8 è la situazione dei docenti già di ruolo che diverranno soprannumerari (e quindi perdenti cattedra) per eventuale contrazione di iscritti.
    Il Comma 11 del suddetto articolo così recita:”……il personale docente in esubero o soprannumerario nell’a.s. 2016/17 è assegnato a domanda ad un ambito territoriale”, di fatto PERDENDO la titolarità di cattedra nella sua scuola (raggiunta dopo anni di sacrifici e selezioni meritocratiche) e se non sarà destinatario di alcuna proposta (perché magari non ha parenti o amici influenti …) sarà l’Ufficio scol. Reg.le a decidere la destinazione.
    Per tutelare pertanto il diritto alla titolarità, come proponevano in un precedente commento, non sarebbe, perciò, opportuno che il docente, costretto a cambiare scuola, eccezionalmente possa chiedere di essere trasferito in un istituto di sua scelta e non in un ambito territoriale?
    ALTRO DIRITTO ad essere INFICIATO dal ddl è quello relativo alla LIBERA MOBILITA'.
    Perché mai un docente di ruolo deve essere privato della libertà di trasferirsi (per i più disparati e tutti sacrosanti motivi)? Trasferirsi non solo territorialmente ma anche professionalmente (cioè passando da un grado di scuola ad un altro). Tutto ciò è ingiustamente punitivo: non si può vincolare in modo coatto un dipendente pubblico alla sede di lavoro; nella P.A. ogni lavoratore può chiedere di cambiare sede, non vedo perché gli insegnanti debbano essere sottoposti ad un diverso trattamento!
    Ma questi sono solo alcuni dei punti critici e controversi di questo ddl che, anche a parer Suo, sarebbe meglio riscrivere di sana pianta!
    La ringrazio per l'attenzione,


    Art. 8 – Comma 11- GRAVE E LAMPANTE INGIUSTIZIA-
    Perché il DDL ha deciso di punire I DOCENTI SOPRANNUMERARI?



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    1. Come si può vedere dal testo noi presentiamo due proposte, una alternativa e l'altra migliorativa. La prima cancella il sistema di chiamata del preside e quindi risolve anche il problema dei soprannumerari, tornando alla disciplina attuale. La seconda limita la chiamata all'organico di potenziamento, salvando la titolarità per gli insegnanti dell'organico comune e di sostegno. Purtroppo questa titolarità non è garantita dalla versione della Camera, magari fosse come dice lei, non ci sarebbero le proteste.

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  22. Sulla questione Preside Manager.
    Se guardiamo ad altri paesi industrializzati difficilmente troviamo una soluzione pasticciata come quella italiana dove negli ultimi 20 anni si sono fatte riforme parziali:
    1) si è introdotto il concetto di autonomia scolastica
    2) si è introdotta la figura del dirigente scolastico ma rimanendo nei fatti con il sistema direttoriale precedente (una sorta di primus inter pares)
    3) quindi si sono lasciati ai DS diritti&doveri del sistema precedente ....cioè senza responsabilità dei risultati della gestione dell'istituzione scolastica. Infatti non mi risulta che sia stato mai mandato a casa un dirigente scolastico. Addirittura si sono lasciati ai DS anche le prerogative della 104 che è inconcepibile per la categoria dei dirigenti
    Insomma in italia il Dirigente Scolastico è un impiegato come tutti gli altri.


    Io credo che per rassicurare coloro che hanno paura del cosiddetto "presidePadrone" basterebbe applicare seriamente quello che è un principio basilare dello status dirigenziale. Cioè ci deve essere una seria e sistematica rotazione dei Dirigenti Scolastici (come accade per altri settori del lavoro sia privato che della pubblica amministrazione). Con la legislazione attuale un DS firma un contratto a tempo determinato di 3 anni pero' poi stranamente il contratto viene rinnovato sempre per la stessa sede. Perchè questo?. Quindi basterebbe rendere obbligatoria la regola della rotazione e si eviterebbero certi rischi concreti come quelli della gestione clientelare o nepotistica della scuola

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    1. Grazie per i commenti. La figura del preside è stata logorata dalla politiche ministeriali degli ultimi venti anni: burocratizzazione, selezioni affidate a concorsi imbarazzanti, nessuna valutazione nonostante i proclami, accorpamenti selvaggi e sedi vacanti. Ora è saggio poggiare la riforma sulla colonna più debole? E' meglio dedicare i prossimi anni a curare la professionalità della figura. Poi riparleremo dei suoi poteri.

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    2. Sull'autonomia scolastica.
      Caro Senatore però non dimentichiamo che le riforme pasticciate sull'autonomia scolastica le ha fatte in gran parte il PD.

      E questo perchè sulle politiche scolastiche si è sempre messo in secondo piano la questione della cura dell'efficienza del servizio scolastico per far prevalere la cura di altri interessi di tipo corporativo ben rappresentati dai sindacati (compreso ANP).

      Quindi spero che la sinistra PD (che in questi giorni gioca un ruolo fondamentale per questo paese) non confermi quel retro-pensiero che circola: la sinistra è incapace di fare riforme.

      Il suo post mi pare che auspichi un "rinvio" di questa problematica. E' un grave errore!

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    3. Non propongo un rinvio; non sarebbe possibile rinviare una "riforma mancata"; chiedo una vera riforma e le proposte alternative sono evidenziate nel lungo testo.

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  23. Cari Signori, mettete da parte faraoniche riforme. Se si vuole migliorare in Italia, si cominci a guardare la realtà con gli occhi di chi la vive, e cerca di fare qualcosa. Date qualche strumento, qualche semplificazione per migliorare questa attività. Merito?!? Il primo è quello di chi lavora di più. Cominciamo con pagare di più chi lo fa. Stimoliamo la collaborazione, che dà un controllo positivo, non la rivalità sterile, per una mancetta tra l'altro. Lasciamo a chi insegna il tempo per aggiornarsi, leggere, coltivare nuove idee. Lasciamo libertà di insegnare, definendo nello stesso tempo che cosa vogliamo dalla scuola. Inutile fare grandi discorsi se poi non si capisce mai che cosa i ragazzi si troveranno agli esami e che cosa si debba realmente sapere. Insomma, scendiamo in Terra! Non ci servono grandi Maestri, ma tanti insegnanti motivati. A quelli che nonostante tutto ancora lo sono, non facciamo perdere definitivamente la passione e l'ispirazione!

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  24. Egregio Senatore, con il suo atteggiamento nei confronti della riforma della Scuola si ha la netta percezione che preferisce fomentare una guerra, sempre più esplicita, contro i docenti delle graduatorie ad esaurimento (gae), lasciando intendere, anche all'opinione pubblica, che questi ultimi siano stati immotivatamente individuati quali unici destinatari delle assunzioni in ruolo, a discapito di altre, non si sa su quali basi, più meritevoli categorie di docenti (eppure i docenti gae sono “in fila” da almeno 10 anni, eppure questo dato incontrovertibile viene sottaciuto). Le sue azioni non sono sembrate realmente finalizzate ad emendare il ddl, quanto ad aumentare la platea degli assunti , richiesta che a numeri invariati non potrebbe che andare a discapito dei docenti GaE, e questo non fa che acuire la delusione.
    Insiste sul tema dei precari coinvolti o esclusi dal piano di assunzioni, visto come un punto critico, nonostante la stabilizzazione di ben 160.000 unità di personale in due anni. La stabilizzazione dei docenti GAE deriva da una Sentenza della Corte Europea che consiglia l’assunzione di quanti siano titolati di valore concorsuale. Chi tale titolo non lo possiede, è logica conseguenza che debba affrontare un Concorso ordinario e/o riservato , infatti, i Docenti inseriti nelle Graduatorie d’Istituto nella II e III fascia accedono a tale collocazione, ad esempio, nel primo caso con il possesso di un Titolo Culturale (Abilitazione all’insegnamento a seguito di Tirocinio Formativo Attivo), mentre nel secondo caso con il solo Titolo di Studio (Laurea). Nonostante ciò che pensa lei che con i corsi abilitanti, i partecipanti, hanno ritenuto di acquisire un titolo, nessuno dei titoli sopra elencati ha però valenza equiparabile al titolo conseguito da quanti collocati nelle Graduatorie ad Esaurimento a seguito del superamento di un Concorso Ordinario per Titoli ed Esami o di una selezione per Titoli ed Esami con Esame di Stato conclusivo, entrambi a valore abilitante in esito al quale si acquisisce il diritto – costituzionalmente garantito all’assunzione nella Pubblica Amministrazione a tempo indeterminato.
    Non tutti i laureati in Giurisprudenza sono Avvocati, Magistrati, Notai, per esercitare le rispettive professioni bisogna conseguire il titolo, così come per essere insegnanti di ruolo.
    I Docenti della II e III Fascia GI meritano il rispetto, la serietà e l’incoraggiamento al “merito” che troveranno nell’affrontare l’esperienza del Concorso Ordinario 2015, loro appositamente riservato, con un Bando Ministeriale che metterà a disposizione 60.000 Cattedre aggiuntive tenendo conto dei pensionamenti previsti nel prossimo triennio.
    I suoi problemi interni al PD non mettano in discussione il diritto chi si è speso, con enormi sacrifici personali ed economici, per acquisire un titolo che gli consentisse, dopo tanti anni, e, nel frattempo, con un silenzio imbarazzante della politica e dei sindacati nel far valere tale diritto, di svolgere la professione della sua vita.

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    1. In effetti quello che dispiace maggiormente è che in questa situazione politica che si è venuta a creare dentro al PD la riforma della scuola diventa "merce di scambio" per raggiungere una tregua fra i contendenti senza preoccuparsi dei temi veri.
      Per la verità in passato è sempre accaduto. Purtroppo!

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    2. Non so dove ha trovato nel mio testo un'ostilità alle Gae. Se ha letto bene, secondo i nostri calcoli i posti disponibili già questo anno sono 140 mila e proponiamo di utilizzarli tutti proprio per esaurire le graduatorie Gae. Certo che se non vi accorgete di chi vuole aiutarvi, è dura...

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  25. Gentile Senatore, sono una docente di scuola primaria in pensione dall'ultimo settembre. La chiami come vuole riforma o altro, ma nella scuola c'è assoluta necessità di un cambiamento. La qualità dei docenti, grazie a immissioni in ruolo con il sistema del precariato e quindi senza una vera selezione, è decisamente calata con conseguente crescita della sfiducia tra scuola e famiglie. I docenti vincitori e idonei dell'ultimo concorso hanno una marcia in più in termini di competenze e di motivazione per svolgere un compito oggi particolarmente complicato. Ben venga quindi la fine del precariato e l'avvio di concorsi. Spero fortemente che non si perda l'occasione per fare tale cambiamento che deve essere finalizzato alla tutela di chi ha diritto a ricevere una formazione di qualità cioè minori dai 3 ai 18 anni di età. Incoraggio quindi tutti i componenti del Partito Democratico a trovare soluzioni che tengano conto di questo diritto. Grazie dell'attenzione.

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  26. La ringrazio per le parole dette poco fa su rainews24 in DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA. Sono un docente in ruolo e lavoro nella SCUOLA PUBBLICA

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  27. Condivido TUTTO tranne l'idea di ridurre il percorso scolastico di un anno. In Germania l'hanno fatto e se ne sono amaramente pentiti e stanno tornando indietro. Perché inseguire ad ogni costo certi modelli europei che non sempre poi si rivelano migliori di quelli italiani (ad esempio all'estero hanno reso dappertutto il greco e il latino facoltativi, ma il nostro liceo classico possiede una valenza formativa che le scuole straniere si sognano, proprio per l'obbligatorietà di latino, greco e filosofia, storia dell'arte)? Tra l'altro, in Francia si consegue il baccalauréat a 18 anni, ma chi vuole entrare nelle università di eccellenza deve frequentare ben 2 anni di liceo supplementari, le cosiddette classes préparatoires.
    Quanto alle questioni del merito, mi permetto di segnalarti due miei articoli pubblicati sul sito gestito dall'ex preside del liceo classico "Dante Alighieri" di Roma, Carlo Mari, in cui riprendo anche il tema dei rapporti tra scuola e università. Sarei lieto di un parere.
    http://www.connessionescuola.it/archivio/2014/12/22/il-merito-di-qualit
    http://www.connessionescuola.it/archivio/2015/1/3/insegnamento-e-ricerca-unalleanza-virtuosa

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  28. ETÀ PENSIONABILE ED EFFICACIA DEL SERVIZIO PRESTATO

    C'è un aspetto che finora è stato sottovalutato nel dibattito sulla riforma della scuola che riguarda le conseguenze dell'innalzamento dell'età pensionabile. Finora non capitava mai di arrivare a svolgere l'attività di docente fino a 67 anni e quindi non ci siamo misurati con le difficoltà che oggettivamente si verificano quando il docente è "troppo vecchio" per far fronte alla fatica fisica che comporta la gestione di certe classi che si caratterizzano per alcune problematiche non positive e che riguardano soprattutto alcune scuole dove si manifestano frequentemente fenomeni di scasa motivazione, di forte disinteresse per l'impegno scolastico, o di disciplina (mi riferisco non ai licei ma ad alcuni istituti ad indirizzo professionale o tecnico e non solo quelle scuole "di frontiera").

    La stessa cosa vale per alcune figure come quella dell'insegnante di scuola materna. E' evidente che a 67 anni la stragande maggioranza degli insegnanti non è in grado di gestire fisicamente con dignità quel carico di lavoro.

    Allora credo che si debba pensare a delle soluzioni.Nel sistema della pubblica istruzione non esiste solo l'attività frontale dell'insegnamento quindi secondo me è possibile trovare delle forme alternative per prestare la propria opera professionale e mettere a frutto per l'intera comunità scolastica la trentennale esperienza lavorativa .

    Però caro Senatore vedo che nessuno fa delle proposte ragionevoli che non siano quelle populiste del prepensionamento (che tra l'altro sono molto onerose per l'insegnante: vedi opzione donna). Perchè?

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  29. Bisogna abolire il demenziale patto di corresponsabilità della riforma Gelmini, simile a un contratto per allevamento di bestiame. Alla scuola dell'obbligo (ridicolmente chiamata ora diritto e dovere) si va perché sì, piaccia o no al padre padrone che vorrebbe il bimbo a sorvegliare le pecore. E la frequenza non si discute, pure quando il papi vuole portare a sciare.
    E soprattutto, non sta né in cielo né in terra che dopo la maggiore età la scuola si riferisca ancora alla famiglia, se non altro per la macroscopica disparità con chi lavora anziché studiare. Lo studente non meno del lavoratore con paga da fame può essere mantenuto dai genitori non meno che dagli zii o da qualunque benefattore, come pure essere autosufficiente per una vincita al toto, ma questo non è affare della scuola. Formigoni ha appunto inventato i buoni proprio perché il pagamento delle rette non fosse finanziamento alle scuole private. Per quanto non comune, a 18 anni si può essere genitori, e farebbe veramente ridere pensare che i nonni facciano lo stesso con figli e con nipoti. Unire educazione con istruzione significa che chi vuole un master deve essere educato, mentre chi va nei campi si può cassonettare. Un po' come pasteggiare a vino, e quindi assumere alcool in funzione della sete. Un adulto così non può cambiare scuola senza il consenso dei genitori, ma solo abbandonarla.
    Si è brontolato contro i bamboccioni, ma ce li si è cercati. Se il capo in ufficio vuole la cravatta, non potrà mandare un sms a papà, e lo stesso deve valere pure per i presidi. Se lo facesse il parroco, i laici urlerebbero.

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