lunedì 22 giugno 2015

Scuola: uno, nessuno e centomila


Non credete alle notizie tendenziose che si leggono sulla scuola nei principali giornali. A poche ore dal confronto decisivo in Senato è necessario fare chiarezza sul disegno di legge. Le principali mistificazioni sono cinque.

1. Assunzioni 
E’ l’argomento più devastato dalla disinformazione. Intanto i posti disponibili non sono 100 mila ma circa 150 mila, come d’altronde ammise lo stesso governo nel documento iniziale della buona scuola. Ci sarebbero quindi la capienza e i soldi per assorbire già quest’anno quasi tutte le graduatorie a esaurimento, gli idonei e una parte degli abilitati, completando poi l’operazione con il piano poliennale.
Si poteva dare una risposta ai precari prima della “buona scuola”, come si fece guarda caso nei confronti degli imprenditori con il decreto Poletti approvato prima del Jobs Act. I fondi stanziati nella legge di stabilità consentivano di approvare già a gennaio una legge di poche righe per chiamare i nuovi insegnanti. Anche senza la legge bisognava comunque coprire 44 mila posti, anzi sarebbe un’omissione di atti d’ufficio non assumere nessuno. Le procedure dovevano essere attivate con largo anticipo, e invece si faranno le nomine in affanno ad agosto. Il governo rischia il caos all’inizio dell’anno scolastico per utilizzare i centomila come arma di pressione nell’approvazione di una legge sbagliata.

2. Autonomia
Si continua a ripetere che per fare le chiamate occorre il nuovo modello organizzativo della buona scuola. E’ falso. Già sono in vigore tutte le norme sull’organico dell’autonomia, sul potenziamento, sulle reti di scuole. Furono ben scritte nella legge n. 35 del 2012 sotto la guida di un sottosegretario competente come Marco Rossi Doria:
“Allo scopo di consolidare e sviluppare l'autonomia delle istituzioni scolastiche, .. secondo criteri di flessibilità e valorizzando la responsabilità e la professionalità del personale della scuola, con decreto del Ministro.. sono adottate.. linee guida per conseguire le seguenti finalità: a) potenziamento dell'autonomia delle istituzioni scolastiche.. ; b) definizione, per ciascuna istituzione scolastica, di un organico dell'autonomia, funzionale all'ordinaria attività didattica, educativa, amministrativa, tecnica e ausiliaria, alle esigenze di sviluppo delle eccellenze, di recupero, di integrazione e sostegno ai diversamente abili e di programmazione dei fabbisogni di personale scolastico; c) costituzione di reti territoriali tra istituzioni scolastiche, al fine di conseguire la gestione ottimale delle risorse umane, strumentali e finanziarie; d) definizione di un organico di rete per le finalità di cui alla lettera c) nonché per l'integrazione degli alunni diversamente abili, la prevenzione dell'abbandono e il contrasto dell'insuccesso scolastico e formativo, specie per le aree di massima corrispondenza tra povertà e dispersione scolastica”.
Il governo doveva quindi solo adottare le linee guida e procedere alle assunzioni. Ma era forse troppo semplice, ha preferito riscrivere le stesse norme in un confuso testo di cento pagine pur di poter dire che si faceva la riforma della scuola. Comunicare è sempre più facile che governare.

3. Alternanza scuola lavoro
Anche qui si tratta di una novità già vista. Il Parlamento aveva legiferato in materia (n. 128 del 2013), rinviando l’attuazione a un regolamento, ma il governo invece di scriverlo ricomincia da capo chiedendo una delega a scrivere il regolamento. Fa più notizia approvare una legge che attuarla. Bastava finanziare la norma esistente e occuparsi invece di come si innalza la didattica del saper fare. L’alternanza non va confusa con l’apprendistato, non è neppure un pendolo tra scuola e lavoro, ma una connessione cognitiva tra due diverse esperienze formative.

4. Più soldi agli insegnanti
I soldi promessi con la Card (spese per la formazione e la cultura) e l’incentivo individuale non compensano i tagli subiti in busta per i mancati rinnovi contrattuali e il blocco degli scatti. Bastava restituire il maltolto e gli insegnanti avrebbero speso gli adeguamenti salariali a loro piacimento. Non hanno bisogno dei consigli del governo per acquistare un libro o andare al cinema.
Sull’incentivo si sono dette tante sciocchezze. Non c’entra nulla con la valutazione, come spiegano bene gli esperti, si ridurrà a un compenso per le persone che coadiuveranno il preside nelle funzioni didattiche e gestionali, come previsto al comma 6 dell’articolo 9 del testo Camera. Anche questo strumento è già disponibile nella normativa vigente, con la retribuzione di incarichi e progetti finanziati dal Fondo MOF che però ha subito un taglio di circa il 50%. Bastava rimpinguarlo almeno con i 200 milioni previsti per l’incentivo e il governo si sarebbe risparmiato il conflitto con il mondo della scuola.

5. Cultura umanist(ic)a
L’attenzione si è rivolta all’errore grammaticale dello speech presidenziale, ma è più grave il contenuto. Si complica la questione didattica invece di migliorarla. Sono ripristinate alcune discipline che erano state cancellate dalla Gelmini, dall'arte, alla musica, non la geografia chissà perché. È una meritoria intenzione ma il metodo è vecchio. Si aggiungono singole discipline che inevitabilmente vanno a restringere il tempo disponibile delle altre, senza una rielaborazione della metodologia. Si aggrava il difetto dell’attuale didattica, già troppo estensiva e poco intensiva. Il mondo nuovo richiede precisamente il contrario.


Questi cinque punti seguono le schema utilizzato dal Presidente Renzi per riassumere la “buona scuola”. Come si vede sono tutte vecchie novità, che riprendono le norme già in vigore e in molti casi le complicano inutilmente. L’unica vera novità è il potere del preside di nominare gli insegnanti. Si apre una breccia al clientelismo, all’aumento delle diseguaglianze, alle scuole di tendenza ideologica proprio mentre premono alle porte i fondamentalismi, come si è visto nella manifestazione dei cattolici integralisti. Soprattutto, la chiamata diretta conferisce al preside il potere illegittimo di derogare le graduatorie di merito certificate dallo Stato nei concorsi pubblici. L’insegnante perderebbe la titolarità della cattedra e quindi la libertà di insegnamento, come il lavoratore perde la tutele con il Jobs Act.

L’unica novità è l’applicazione ossessiva di uno solo al comando anche nel mondo della scuola. Nessuno dei veri problemi viene affrontato, né la riforma dei cicli, né l’abbandono degli studenti, né il neoanalfabetismo degli adulti. I centomila sono utilizzati come una clava per imporre scelte inutili o dannose. Uno, nessuno e centomila, è il titolo di un dramma che racconta lo smarrimento del protagonista.

29 commenti:

  1. Bravo Walter. Ma continuo a non capire come fai a resistere in questo mare di m... che è il tuo partito.
    eddy

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  2. Era ora che si dicessero le cose come stanno!

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  3. Era ora che si dicessero le cose come stanno!

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  5. Era ora che si dicessero le cose come stanno!

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  6. Era ora che si dicessero le cose come stanno!

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  7. Era ora che si dicessero le cose come stanno!

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  8. Molto chiara e condivisibile l'impostazione del problema e semplici le conclusioni. Manca la volontà politica di operare nella direzione chiarita da Tocci e questo è il vero problema. Non riesco a capire perchè non si vada in questa direzione. C'è poi il vero problema del legislatore oggi. Una caduta vertiginosa di capacità e di stile.

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  9. Concordo con quanto annota Eddy Salzano: ottimo scritto ma come fa a restare in quel mare ? Stefano Fatarella

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  10. Sappiamo queste cose,è bene che si dicano pubblicamente , diffondete il più possibile tutti per smascherare i giochetti del bimbo viziato e tiranno che ci governa

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  11. Grazie! La vera diffusione richiede la televisione. RAI, Mediaset, La 7. Questo è il problema dei problemi. La ministra Boschi è su Huffington Post e dovunque con le sue menzogne. D'altra parte il "premier" ripete la sua versione menzognera in mille occasioni, sempre ben urlate. Resistete nel partito, non siete voi a dovervene andare. No alla fiducia, nel merito e nel metodo.

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  12. Questo è il momento decisivo per far emergere il vero PD, la parte sana del Pd.
    Opponetevi, dimostrate a tutti noi e a voi stessi di poter e voler dire no ad una legge che rovinerà la scuola e la cultura italiana in generale; opponetevi ad un leader che non è il leader della sinistra, ma della destra.....la peggiore destra.
    Date un segnale al paese, forte, chiaro e preciso.......ridate vita ad un PD ormai moribondo.

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    1. Poche persone non salvano un partito da buttare. Non è che il problema sia solo Renzi, ma tutti quei dirigenti che sotto l'era Bersani e prima ci sembravano "buoni" ma che in realtà si sono rivelati per quel che sono. La sinistra la stanno facendo altri... chi non se ne esce, è per convenienza.

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  13. I colleghi che verranno assunti (mi fa piacere per loro), non sono nuovi assunti per niente, ma persone che lavorano già nella scuola da oltre dieci anni. Una parte di loro andrà a coprire le cattedre vacanti, che venivano assegnate loro fino al 30 giugno, la parte rimanente sarà usata come tappa buchi, altro che miglioramento dell'offerta della scuola. Tutta la riforma è una cavolata senza senso. Mi auguro che la minoranza PD non voti la fiducia, come io da iscritto non voterò più il PD di Renzi. Prima il job act, adesso la scuola, i metodi arroganti e da imbroglio, mi sembra che ce ne abbastanza per dire basta.

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  14. ... dimostrazione che nel PD non ci sono solo presuntuosi incompetenti e incapaci ...

    insista!

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  15. Bravo Walter. Bisogna pubblicare il tutto sui giornali.Fermiamo lo scempio della Buona Scuola di Renzi.Ma come è stato possibile che il PD arrivi a tanta distruzione delle proprie radici.

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  16. Quindi ho capito bene? Stavolta non la vota la fiducia? E si dimette stavolta? O ancora un'altra volta al dunque salva il governo, il suo partito è il ducetto di Rignano?

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  17. La scuola non è un'azienda! E la libertà di insegnamento, nel contesto in cui si opera, è premessa per ogni realizzazione di un progetto educativo culturale nel quale il protagonista è il ragazzo.

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  18. Qui si rischia il disastro! Proprio non me la sento di ripetere cose ovvie. Ma ...che succederà in un piccolo centro? Collegio dei docenti: designato dal Sindaco, nipotina del Parroco, moglie del maresciallo, figlio del farmacista, due di chi conta..., uno bravo. E poi i dirigenti: ex maestra per trenta anni ora responsabile di un istituto comprensivo con classico e professionale.

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  19. Un Parlamentare rappresenta il Paese. Non ha vincolo di mandato. Su tematiche che richiamano la Costituzione non si fanno calcoli di convenienza. E poi...dopo quattro legislature.... Ed io che dovrei dire...??'

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  20. Sull'accezione di "cattolici integralisti" in merito ai manifestanti del family day devo notare una caduta di stile e una semplificazione che contrasta con la dovizia di particolari del resto dell'articolo. Peccato!!!

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  21. Ottimo. ... e allora caro compagno Tocci spero quindi non voterai questa ennesima mascalzonata del tuo "collega" di partito Renzi !
    Sergio Spaziani - insegnante - Tivoli

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  22. Interessante. Tranne il riferimento "all'integralismo cattolico" che e' privo di fondamento,pregiudizievole e tendenzioso.

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  23. claudio salone23 giugno 2015 11:16

    Dunque, finalmente, il re è nudo.
    La strumentalità del DDL “La Buona Scuola” era fin troppo evidente, fin dall'inizio (vedi www.eguaglianzaelibertà.it “Scuola: alle radici del pasticcio”, del 23.05.15) e vani i tentativi di “emendare” quel che non era possibile emendare, perché inesistente.
    Il DDL è solo un centone, un’antologia delle normative precedenti, messe su per coprire un disegno politico “altro”, che Walter coglie molto bene, ovvero quello di “comunicare novità e cambiamento”, non di innovare e di cambiare sul serio.
    Ricordo ancora una volta che la stabilizzazione dei precari non è una scelta politica autonoma, ma una necessità indotta da una sentenza della Corte Europea di Giustizia, che ci ha già comminato multe salate e che ce ne infliggerà altre, se non ottemperiamo a quanto ci è stato imposto.
    Quanto al mutamento del ruolo e dei poteri del dirigente scolastico, niente paura: annegherà nel mare delle deleghe e dei decreti applicativi, che saranno prodotti a decine, e tutto resterà come prima.
    Coraggio, dunque. Adesso non è il momento di cincischiare (i “distinguo” di Martina & C. mi appaiono inani e patetici), è il momento di far sentire forte e chiara la voce della ragionevolezza e del rispetto del Parlamento.
    Ma è ancora udibile nel PD questa voce, tra gli squilli di tromba e le rumorose giravolte del nostro piccolo Conducator de noantri?

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  24. Si leggono una quantità di variazioni, che cambiano di ora in ora.

    Un punto però rimane fermo: i nuovi docenti "di ruolo" non avranno mai sede fissa, ma potranno potenzialmente essere rimessi nell'albo territoriale dal DS senza alcuna motivazione. Questa, per me, rimane l'aspetto più negativo di tutto il DDL, ma pare che in pochi l'abbiano notato.

    Facile prevedere che tra una ventina di anni, quando non esisterà più alcun titolare di sede, i docenti intorno ai 60 anni vivranno con la valigia in mano, scaricati ogni 3 anni dal DS di turno che preferirà un docente più giovane.

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  25. 1) Sì, è vero, il primo documento prometteva 150.000 assunzioni. Ora sono 100.000. E' una critica legittima. Ne sono saltate parecchie, per un difetto di conteggio o per altri problemi. Ma sul punto esattamente per cosa si vorrebbe protestare? Si pensa assumere "solo" 100.000 docenti sia una scelta deliberata per danneggiare qualcuno, tanto per infierire un po'?

    2) E' evidente che questa riforma viene incontro alle linee guida stabilite dalla legge menzionata, che non stabilisce altro che "linee guida", come correttamente riportato. E' falso piuttosto dire che le assunzioni si possono fare sulla base di semplici linee guida, e non su organigramma ben strutturato.

    3) C'era già una legge. Questo non cambia i termini della questione: si pensa che la nuova versione dell'alternanza scuola lavoro non vada bene? La si critica, ma nel merito. Il fatto che il Parlamento fosse già intervenuto al riguardo non è particolarmente significativo.

    4) E' un sostegno valido ai consumi culturali dei docenti. Non è mai stato detto che questa card sostituirà i rinnovi contrattuali. Se per ragioni di bilancio costitituisce un impedimento ad alzare gli stipendi degli insegnanti, ricordo che anche assumene 150.000 sarebbe deleterio per gli stipendi degli nsegnanti.

    5) La critica è estremamente generica. E però certe volte si ha l'impressione che le assunzioni servano ad assorbire i precari, e qualcosa da fare bisogna pure darglielo. E già così pare difficile. Chissa da 150000.

    6) Più importante di qualsiasi altra cosa, l'assunzione degli insegnanti non avviene attraverso i Presidi: c'è il concorso. La scelta dei presidi avverrebbe solamente per le assegnazioni di cattedra, che ora avvengono col solo principio dell'anziaità e del punteggio.

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  26. http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Attivit--i/Bilancio_di_previsione/Bilancio_finanziario/2015/DisegnodiBilancio/AllegatoaldisegnodiBilancio/07-Allegato_tecnico-MIUR.pdf
    LE PREVISIONI DI BILANCIO LO DIMOSTRANO ... E MOLTO ALTRO SU COME NON CI SIA UNA BUONA IMPOSTAZIONE E AMMINISTRAZIONE ... E QUANTA POCA TRASPARENZA!!!

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  27. ma perchè allora non esce dal PD?

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    1. Perché dovrebbero lasciare il PD in mano a questa gente?

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