mercoledì 7 dicembre 2016

L'astuzia della Costituzione



Pubblico qui il testo del discorso che avevo scritto per il mio intervento alla Direzione nazionale del PD, che non mi è stato consentito di fare per dubbie ragioni di orario. 
La direzione era stata convocata per oggi alle 15, ed è poi stata spostata alle 17.30 a causa degli impegni del Senato.

Il voto di fiducia al Senato, però, è terminato alle 14.30. Ci sarebbe stato ampiamente tempo per qualche ora di dibattito sulle cause, gli esiti e le responsabilità nel post-referendum tra la fine del voto e la salita al Quirinale del Presidente Renzi. Invece si è evitata qualsiasi discussione politica. Lascio quindi che sia il testo a parlare per me. 


*

Non è più tempo di scagliare le pietre; è tempo di raccogliere le pietre per consolidare ciò che è duraturo. Nell'Italia spaesata e divisa si erge la Costituzione come unica certezza. Dovremmo curarne la condivisione nel cuore e nelle menti degli italiani. 

Anche compiendo gesti semplici, prendendo l'abitudine magari di aprire qualsiasi nostra assemblea leggendo un articolo della Carta. Nei dibattiti leggevo l'articolo 36, secondo il quale la retribuzione del lavoratore dovrebbe essere "sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa". Cento milioni di voucher sono in contrasto con la Costituzione! I suoi principi non sono reliquie da conservare in una teca, ma un'eredità vivente e una promessa per l'avvenire. Così l'avvertono i ceti popolari: istintivamente sentono che la Carta è dalla loro parte, è un sentimento radicato nella storia repubblicana, ma le attuali classi dirigenti non riescono più a comprenderlo, perché hanno smarrito la "competenza della vita", come la chiamava Martinazzoli.


Anche i giovani hanno votato per conservare la Carta, al di là del merito della revisione. Nelle burrasche del mare globalizzato cercano un'àncora nel capolavoro italiano del Novecento. Seguono l'esempio dei nonni per sopperire alla penuria educativa dei padri, come i millennials di Sanders.

Ci sono queste correnti profonde nel risultato referendario. Sbaglieremmo a vedere solo le correnti superficiali degli schieramenti partitici. C'è un'astuzia della Costituzione - come l'astuzia della Ragione hegeliana - che per resistere ai ripetuti assalti, di volta in volta si serve delle diverse forze che trova sul campo, della sinistra nel 2006 e della destra e ancora una parte della sinistra dieci anni dopo.
Per noi del PD sarebbe meglio valorizzare le correnti profonde piuttosto che quelle superficiali. Le seconde ci hanno diviso, mentre le prime uniscono il Si e il No nel comune impegno: attuare la Costituzione, la prima e la seconda parte. Potrei dimostrare che si possono realizzare molti obiettivi del SI con il testo vigente.


Si possono dimezzare da subito il numero e la lunghezza delle leggi, delegando e controllando la pubblica amministrazione negli adempimenti, e ottenendo un bicameralismo più rapido, efficace e trasparente. Le limitazioni ai decreti legge e le leggi a data certa sono in parte già in vigore e debbono essere solo rispettate. I poteri governativi di surroga contro la malasanità sono già previsti nel vecchio Titolo V e non sono mai stati applicati dal ministero. La riduzione delle poltrone è stato un argomento miserabile che non poteva fondare un patto costituente, ma la riduzione dei costi della politica è da fare subito con legge ordinaria; si convochi un'assemblea straordinaria dei gruppi parlamentari e regionali del Pd per assumere precisi impegni nelle rispettive assemblee.

A mio avviso, questa legislatura doveva terminare nel 2014, approvando una buona legge elettorale, e senza avventurarsi nella revisione costituzionale. Si proseguì promettendo faville. Oggi non si può sentire “dopo di me non c'è nessuno”. I conservatori inglesi, dopo la Brexit, hanno sostituito Cameron con la signora May e hanno ripreso a governare. 
Anche noi possiamo esprimere un premier autorevole tra gli attuali ministri. Non abbiamo bisogno di governi tecnici, che già hanno combinato guai in passato. Ci vuole un esecutivo a guida Pd per risolvere i problemi urgenti dell'economia, per proseguire le cose buone e la politica europea sui migranti, ma anche per correggere gli errori compiuti - ad esempio su lavoro e scuola - con uno stile di governo non rissoso, e che anzi riporti serenità in un Paese già troppo lacerato. Nel frattempo, il Parlamento può approvare la legge elettorale senza intromissioni del governo.

Andare subito alle elezioni significa dichiarare che il leader sconfitto è insostituibile. È lo stesso autolesionismo che ha portato a un plebiscito personale sul cambiamento costituzionale. Senza quel cupio dissolvi oggi ci sarebbe ancora il governo Renzi, e forse avremmo visto approvata anche la legge Boschi. Il demone della disfatta referendaria è ancora al lavoro per la sconfitta alle elezioni anticipate. Chi può fermarlo si faccia sentire in questa sala, prima che sia troppo tardi.

Invece delle elezioni bisogna anticipare il congresso in primavera. Mentre governa, il PD deve curare sé stesso. Per dieci anni abbiamo pensato solo al leader e non ci siamo mai occupati del resto: un'idea del Paese, una cultura politica per il nuovo secolo, un'organizzazione innovativa, una selezione dei dirigenti. Il PD che non abbiamo ancora conosciuto è il compito del congresso. 
Il primo passo è riconciliare il PD con l’Ulivo, inteso come vasto campo di cultura, etica, cittadinanza attiva e forze sociali. Per non ripetere i riti del passato la minoranza deve uscire dal guscio e la maggioranza deve riconoscere onestamente i suoi insuccessi.

Per creare un clima più sereno si dovrebbe affidare la guida del partito fino alla primavera a una personalità autorevole e stimata. Sarebbe utile per tutti un passo indietro del segretario, e aiuterebbe anche lui a prepararsi meglio al congresso.

L'ordine del giorno dell'assise è l'attuazione dell'articolo 49 della Costituzione. L'Italia ha bisogno di moderni partiti popolari che governino con ampio consenso, non solo con il premio di maggioranza. Riformare il PD è la principale riforma istituzionale che possiamo realizzare. Non dipende dalle leggi e dai referendum, ma vive nella passione e nell'intelligenza di milioni di militanti e di elettori. Se guadagneremo la loro stima, molti torneranno a dare una mano per la vittoria.


49 commenti:

  1. Grazie, un segnale che ancora è possibile sperare in
    una sinistra dal volto umano, e cristiano insieme, fatto
    di chiarezza e rispetto, a partire dagli ultimi, e dagli
    scartati, come dice Francesco e come era ai tempi di Enrico
    Berlinguer...Gianni Gennari

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    1. Quanti nella Direzione del piddì avrebbero applaudito questo intervento? Se rispondi sinceramente, avrai capito se si può riformare questo piddì...

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  2. Grazie, un segnale che ancora è possibile sperare in
    una sinistra dal volto umano, e cristiano insieme, fatto
    di chiarezza e rispetto, a partire dagli ultimi, e dagli
    scartati, come dice Francesco e come era ai tempi di Enrico
    Berlinguer...Gianni Gennari

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  3. A seguito del netto risultato referendario che, secondo i sondaggi degli istituti più autorevoli del dopo voto, ha sancito il duplice significato del NO alla riforma e del NO al Governo Renzi, a mio avviso, il Presidente del Consiglio, già dimissionario, dovrebbe dimettersi anche dalla segreteria del PD.

    Il ragionamento è molto semplice.

    Il Governo Renzi, mandatario, era sostenuto dal PD, di cui lo stesso Renzi, mandante, era il capo indiscusso. E’ solo fantapolitica immaginare di poter scindere i due ruoli, a meno che non si voglia far ricorso all’idea di un ipotetico sdoppiamento dell’Io (di vitale importanza per un narcisista), nel quale la morte di uno dei due soggetti diverrebbe sopportabile grazie alla presenza dell’altro soggetto in grado di assicurare una “seconda vita”.

    Ve la immaginereste voi la scenetta crozziana in cui Matteo segretario del PD affermasse di non aver mai dato mandato al Presidente del Consiglio Renzi di fare le scelte che il Governo stesso ha poi realizzato, e che lo stesso Presidente del Consiglio Renzi smentisse il segretario del PD Matteo dandogli del bugiardo e rimproverandogli, al contrario, di aver pedissequamente ubbidito ai suoi ordini?

    Cosa fare in sede istituzionale?

    Un Governo di transizione del Presidente che elabori una buona riforma elettorale, largamente condivisa, per andare alle elezioni in primavera.

    Cosa fare in sede PD?

    Più o meno la stessa cosa che si fa per il Governo. Dopo le dimissioni del segretario, si dovrebbe affidare il partito a un Comitato autorevole di “garanti” (2 del NO - per es. Bersani e Emiliano, e 2 del SI - ad es. Rossi e Chiamparino) per gestire la transizione e arrivare al congresso del PD un paio di mesi prima delle elezioni.

    Ieri sera Graziano Del Rio (alias Renzi) a Di Martedì ci ha illustrato, grosso modo, il pensiero seguente.
    “Prendiamo atto che il risultato negativo non riguarda solo il quesito referendario, ma soprattutto il forte dissenso al nostro Governo. Pertanto, appresa la lezione, rimettiamo la parola agli elettori”.

    Forte discrepanza

    Delle due, l’una. O dichiari che la sberla ricevuta riguardi solo la riforma e, in tal caso, ti impegni a proporne un’altra più rispondente alle esigenze del Paese, oppure se affermi che il voto referendario rappresenti invece una sonora bocciatura del Governo, diverrebbe del tutto inutile che coloro che sono stati sonoramente bocciati (per loro stessa ammissione), si ripresentassero come candidati alle prossime elezioni.

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    1. Esposizione eccellente. Solo un piccolissimo appunto.
      Lei scrive "Delrio(Renzi)", ma la definizione esatta è "Delrio (Grande Alatri)"
      Per la precisione

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    2. Esposizione eccellente. Solo un piccolissimo appunto.
      Lei scrive "Delrio(Renzi)", ma la definizione esatta è "Delrio (Grande Alatri)"
      Per la precisione

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  4. Il PD come lo pensi tu è morto e sepolto.

    Il PdC è sostituibile, ha fallito.

    Elezioni subito, mantenete un briciolo di dignità!

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  5. grazie, Walter. Ho apprezzato molto il tuo non pronunciato discorso. nino

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  6. Caro Walter tu sei tra i pochi che hanno mantenuto lucidita' e dignita' in una entita' che sembra diventata una accozzaglia di blairiani fuori tempo , banchieri grandi e piccoli , e semplicemente arraffoni opportunisti ... Sei sicuro che "la ditta " esista ancora ?

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  7. Interessante l'analisi ma incompleta. Non puoi indicare Renzi come colpevole di una situazione sociale drammatica che è effetto delle politiche di tasse e assistenza degli ultimi tre decenni.
    E qui non va inseguito il populismo ma costruire il futuro cercando di aumentare la mobilità sociale. Studio e lavoro sono le priorità per non perdere una generazione

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    1. Credo di poter indicare Renzi come responsabile per dei buoni motivi 1) ha promesso alla caduta di Letta riforme in pochi mesi 2) Il suo riformismo si è limitato all'esclusione delle parti sociali dai dialoghi 3) Le concessioni date in occasione di elezioni e referendum sono da politica vecchio stampo peggio di quella Berlusconiana 4)Il dialogo interno al partito dove è finito,non mi si dica che è colpa della minoranza se cerca il dialogo creando commissioni fantasma in occasione solo di votazione Quindi spiegami Tu

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  8. Caro Walter, complimenti alla tua chiarezza. Sono assolutamente d'accordo nelmerito e nella forma di quello che dici. Ho solo una certezza: la platea a cui ti rivolgi e ormai sorda e cieca alla ragionevolezza. Peggio dell'solipsismo di Renzi c'è il renzismo. Nel PD si è persa la capacità di fare autocritica. Solo persone che pensano di essere il centro del mondo e di conseguenza hanno come metodo di analisi della realtà "con me o contro di me". E' tempo di cambiare. C'è nel paese una moltitudine di gente che vuole un soggetto politico a sinistra diverso dal PD. Magari non sarà in grado di vincere subito, ma è un processo che si deve avviare.

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  9. Tocci ho sei anni più di te quindi molta esperienza dalla piana fiorentina. 14 milioni di voti non li avevo mai visti per una persona che andava contro tutti. E' stato preferito il giudizio su Renzi e lui lo ha vinto. La carta è come la nostra letterina di natale, te la ricordi, intenzioni, ma la realtà è altra cosa. Fino al 1970 mio padre come tanti altri operai riuscì a farsi un terra tetto, dopo con il famigerato art. 18 nessun operaio ci riuscì più. Le nostre scuole preparano i peggiori studenti scopiazzatori che escono a 30 anni per fare i disoccupati. Considerano indegno lavorare. RENZI che cazzo c'entra in questa follia. Se non conosci i danni che hanno fatto i sindacati costringendo le aziende a rimanere asfittiche a 10 dipendenti non capisci un CAZZO di impresa e lavoro. Le storielle natalizie raccontale accanto al fiasco del vino, saranno più sincere.

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    1. Complimenti, bel discorso reazionario. Oltre che maleducato. Qual è la differenza tra quello che scrive lei e quello che dice un Berlusconi qualsiasi?

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  10. Questa si chiama Responsabilità! grazie da un italiano.

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  11. Per Anonimo che ha scritto alle 8:53. Quei voti mica erano per Renzi, sei un pazzo se pensi realmente così.
    Conosco alcune persone che votano Lega (e che non voteranno mai Renzi e Pd) e il 4 dicembre hanno votato SI.

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    1. Io pazzo? tu fuori dal mondo. Sono stato nella lega e non c'è nessuno che farebbe né direbbe una cosa del genere, bufale. Nessuno è entrato nel merito della riforma, tutti hanno espresso la valutazione emotiva/partitica. Punto. Poi il discorso potrebbe essere anche al contrario, come ci ha insegnato la brexit con le riflessioni del giorno dopo. Così va il mondo e i giovani che votano il comico pluriomicida psicopatico purtroppo non amano il lavoro ma le canne e battere i tasti dello smart phone. Che cazzo c'entra RENZI?

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    2. Ehi patacca guarda che l'hai tirato fuori te Renzi.
      Stai insultando i giovani e ti dovresti vergognare. Ti farei lavorare stipendiato da voucher o a contratti mensili senza una certezza per il futuro.
      Ritorna nella lega che è meglio, puoi trovare i tuoi simili, i trogloditi.

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  12. Mi hai convinti a rientrare nel PD
    In questi giorni chiederò la tessera

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    1. Guarda che il PD, oggi, è Renzi non Tocci. Nell'ultima direzione del PD, mercoledì scorso, era stato deciso dal Grande Capo che avrebbe parlato lui solo. Walter Tocci ha abbozzato una protesta, ricevendo anche qualche applauso, ma poi ha rinunciato subito. Ci vuole ben altro per ridare fiato all'opposizione anti-renziana nel PD. Ci vuole molto più coraggio, molta più determinazione, molto meno buona educazione. Walter Tocci ha avuto l'occasione per fare una direzione contro Renzi e per il PD, per avviare la sacrosanta resa dei conti che il popolo della sinistra che ancora guarda al partito sta aspettando: ne avrebbe avuto tutte le ragioni. Invece si è zittito, come un qualsiasi don Abbondio.
      Parliamoci chiaro: se non si è disposti a menare le mani (metaforicamente, ma se occorre anche materialmente) Renzi e il renzismo ve lo terrete fino alla fine.

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  13. limpido, lucido. come sempre. capisco il tuo attaccamento al partito, (nel caso ancora Il Partito). Ma i danni creati da quanto accaduto dubito vengano recuperati con un click di interruttore. Auguri a tutti noi.

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  14. Per quale motivo è sparito dal video di Unità.tv il breve intervento di Tocci con l'immagine "vergognosa" di Renzi che abbandonava l'assemblea proprio mentre Tocci prendeva la parola? Questa è censura di "governo"!

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    1. Vergognoso è Tocci che doveva sostenere il referendum perché non c'era nessun pericolo mortale della Costituzione. Vergognosa posizione, ma si sa che gli italioti pensano di essere tutti CT o premier anche se non sanno fare un tubo.Chi ha la maggioranza ha il diritto di scrivere le regole, ma qui al PD si pensa e si fa sempre il contrario.

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    2. "Chi ha la maggioranza ha il diritto di scrivere le regole" è proprio quando leggo affermazioni come questa che mi rendo conto di quanto male abbia fatto alla politica la cultura maggioritaria della seconda repubblica.
      Basterebbe uno studente del primo anno di Giurisprudenza per sottolineare che le regole (le costituzioni) si scrivono tutti insieme, mentre chi ha la maggioranza ha solo il compito di applicare le leggi che il parlamento propone, e che devono comunque essere rispettose della Costituzione. Anonimo, abbi il coraggio, oltre che di firmarti con nome e cognome, di andare fino in fondo alle tue conclusioni e dire, conseguentemente, che gli stati devono essere gestiti come aziende.....

      Grazie Walter, il tuo buon senso e il tuo sincero spirito democratico sono merce rara, di questi tempi. Condivido in pieno il tuo discorso

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    3. Ottimo intervento di walter tocci, quando il pd imparera' ad ascoltarlo?

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  15. Ma qualcuno ha spiegato a TOCCI l'attuale periodo storico? Clima sereno...curare, se volevi fare lo psicologo o il prete hai sbagliato completamente mestiere, stai solo prendendo in giro la gente, come il comico pluriomicida psicopatico. Non esiste più un paese "normale". In america c'è Trump antipolitico, in Spagna c'è un governo indefinibile, in Inghilterra è tutto da scoprire, in Francia per la prima volta il presidente non si ripresenta, in Germania la Merkel deve per forza governare con i socialisti. Ma che razza di politico sei? Parli come il Papa che vede le sue chiese senza più parroci italiani e incita i disperati africani a venire a morire d'inedia o di violenza in europa dopo che la chiesa rifiutò politiche di controllo delle nascite. Personaggi buoni ma dagli effetti tragici e terribili. Come te, che predichi amore e professi odio e invidia. Ritirati non sei più in grado di capire cosa ti succede d'intorno.

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  16. Carissimo Walter, Il partito al quale continui a restare iscritto è diventato un partito che si regge sulla corruzione, l'intimidazione e il ricatto, esercitati soprattutto in due tipi di ambenti, spesso sovrapposti: (1) dove storicamente il PCI era riuscito a costruire rapporti stretti con un mondo imprenditoriale che è diventato in questi anni una componente del sistema finanziario/immobiliare globale; (2) dove l'intreccio tra partito, istituzioni comunale e regionali e governo sono più stretti.
    In alcune aree di lavoro come la pubblica amministrazione e la scuola sono frequenti i casi di intimidazione che giungono alle mie orecchie. Soprattutto dalle province nelle quali il SI al referendum è stato maggioritario, e dove quei due tipi di dominio si sovrappongono. Sarebbe interessante un'indagine quale quella che il Fabrizio Barca d'antan svolse sul PD romano...
    eddy, con affetto e tremore

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  17. Bellissime parole, come sempre a sinistra.
    Fatti,zero.
    Andatevene dal PD, fondate un nuovo partito. Basta con l'ipocrisia, basta stare al potere con i voti di chi la pensa in modo opposto.
    Almeno dopo,i vostri voti saranno veramente vostri, e sarete credibili.

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    1. Bhe, si, in effetti rimanere coerenti con il programma con cui ci si era presentati alle elezioni proprio non si fa. Meglio stravolgerne senso e significato ad urne chiuse.

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    2. "Bellissime parole, come sempre a sinistra"? Guarda che il PD *è* un partito di sinistra, e se non ti piacciono i fatti che realizza un partito di sinistra puoi sempre andartene affanculo alla corte di Berlusconi: il papà di Renzi.

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  18. Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!
    Grazie, Walter.

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  19. avendo letto con attenzione dovuta anche al personaggio saggio che lo steso mi sono reso conto del perche' non gli hanno permesso di parlare.

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  20. Caro Walter sai bene che la democrazia ha abbandonato il PD tanto tempo fa.
    E sai bene che i veri compagni ne sono usciti anche prima. Non restarci un secondo di più, altrimenti ne diverrai complice.

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  21. Piero de chiara8 dicembre 2016 21:11

    Vedo un solo modo per non sprecare il congresso, il più importante della sinistra italiana da decenni. Il congresso dovrebbe prendere non una, ma due decisioni, tra loro non collegate.
    La prima è relativa al programma, base per la proposta che presenteremo in drammatiche elezioni comunque imminenti.
    Non è grave che gli iscritti si dividano su due impianti programmatici, l'uno più socialista, l'altro più liberista. È una inevitabile scelta congressuale. Per chi perde non è grave se la seconda decisione, quella relariva alla forma partito, consente di essere coinvolto nella vita e nelle decisioni del partito. Non come è avvenuto sinora, con organismi ridotti a platea di un segretario monologante.
    La nuova forma partito,dovrà fare i conti seriamente con la rete, che è la forma contemporanea della comunicazione politica, non una bizzaria dei 5stelle. Ad esempio le decisioni rilevanti potranno essere assunte dagli organi dirigenti, solo dopo consultazione tra gli iscritti. E se oltre la metà degli iscritti voterà per una opzione, gli organi, segretario compreso, dovranno applicarla. In questo modo anche chi ha perso la parte programmatica del congresso, potrà avere un peso nelle decisioni future. Ne guadagnerà l'intelligenza, l'efficacia e l'unità del partito, di fronte alla sfida che si profila all'orizzonte con la più pericolosa destra da molti decenni.

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  22. Ma tu Tocci, sei uno dei Tafazzi che ha votato NO? I voucher fanno emergere il lavoro nero, e danno opportunità di lavoro. Se un bar o un negozio ha necessità di un barista aggiuntivo solo per le feste di Natale, mi spieghi perché dovrebbe tenerselo tutto l'anno? Zero reddito è meglio di 300 €? La sinistra sinistra di se capisco bene fai parte ha ancora per modello una socialdemocrazia di taglio novecentesco, impegnata a difendere ideologicamente forme politiche storicamente superate o fortemente in crisi: il partito di massa, il welfare state universalistico, la democrazia consociativa, le grandi organizzazioni sociali di mediazione a partire dai sindacati, eccetera. (così Alessandro Campi su Il Messaggero). Contro la mondializzazione, ci salverà l'autarchia o un'economia tipo URSS?

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  23. Caro Walter, grazie per questo sentito e meditato intervento. Mi conferma nell'idea che in questi giorni chi ha votato SI in modo convinto come me e chi ha votato NO per nobili e alte ragioni come te è pieno di angoscia e preoccupazione per il futuro del nostro Paese. Concordo con te sul fatto che la Costituzione è la vera vincitrice di questo confronto anche se non credo che il 60% degli italiani abbia consciamente votato per preservarla (i fascisti ad esempio). La presenza di un 'astuzia della Costituzione' (una versione laica della Provvidenza) mi convince di più.

    Non l'avremmo sfigurata con il SI, la prima parte sarebbe rimasta intatta con i suoi principi fondativi del nostro stare insieme. L'avremmo modificata e adattata a tempi nei quali (forse) la lotta alle dittature si fa più decidendo in fretta che favorendo l'inevitabile viscosità dei "pesi e contrappesi". Almeno così pensavo, accettando l'idea che molti altri non fossero d'accordo con me. Certamente ho visto una strumentalità nell'insistere sulle riforme. L'Europa e gli investitori che finanziano il nostro debito pubblico volevano vedere un Paese fermo rimettersi in moto. Renzi ha pensato, a torto o a ragione, che il modo più rapido per dare questo segnale fosse la modifica delle nostre Istituzioni, tentata con mille insuccessi negli ultimi 30 anni. Non abbiamo dato questo segnale. Abbiamo detto chiaro e forte che da queste regole non ci muoviamo (e non ci muoveremo a lungo). Vorrà dire che dovremo dare altri segnali di movimento.

    Devi però ammettere che anche il NO è stato strumentale. Non credo che Salvini o Fratelli d'Italia o Casa Pound abbiano l'amore che abbiamo noi per la Costituzione del '46. E purtroppo credo che anche nel PD l'obiettivo di molti fosse quello di "far fuori l'abusivo" (che però è stato votato nelle primarie e nelle sezioni da migliaia di iscritti ed elettori) senza aspettare la scadenza naturale. Anche nel PD .. elezioni anticipate. Ma come hai ben detto "usiamo le pietre per costruire e non per tirarcele". E allora fammi concludere con un commento all'idea che sia realizzabile un Governo "a guida Pd per risolvere i problemi urgenti dell'economia, per proseguire le cose buone e la politica europea sui migranti, ma anche per correggere gli errori compiuti - ad esempio su lavoro e scuola".

    Purtroppo, caro Walter, abbiamo perso le elezioni del 2013. Non esiste una maggioranza per fare le cose che dici. Dovresti farle Con Alfano e Berlusconi o accontentarti di Ala e di Verdini. Come hai detto (giustamente) saresti andato a votare nel 2014 e ora vuoi arrivare al 2018 con un "vasto programma"? Il Governo lo devi necessariamente fare con i transfughi dell centro-destra e dunque niente "correzione degli errori". Solo le riforme giustificavano la sopravvivenza di questa legislatura e ora più nulla.

    Ancora grazie per il tuo impegno, per la tua onestà intellettuale e per il tuo impegno civile. Spero davvero di poter lavorare con te e con tanti altri che hanno votato NO per migliorare questo nostro amato Paese.

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    1. Sono d'accordo con te ed anch'io ringrazio Walter, Ieri durante una riunione conviviale fra amici (area storica PD) che a parte me hanno tutti votato No, nessuno ha espresso gioia per il risultato e diversi ( che precedentemente avevano sostenuto Renzi ) esprimevano il sentimento di non essere riusciti a fidarsi, anche con rammarico, a fronte di interventi fatti con un certo pressapochismo. Non sono sicuro che sia tutto da imputare a propaganda, e non credo che andare allo scontro ed alla conta sia la cosa giusta.

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  24. Caro Walter i prossimi sono 70 anni e prima non ero mai stato iscritto ad alcun partito politico. Quando è nato il PD mi sembrava che l'idea fosse fattibile: anch'io per la prima volta nella vita potevo iscrivermi ad un partito politico, l'ho fatto e ne conservo ancora il diploma di fondatore. Ma quando è arrivato Renzi non ho più capito da che parte stavo; io che ho sempre partecipato alle attività sindacali, (ed ancora adesso faccio volontariato nello SPI) mi sono trovato all'improvviso, nemico del PD che sostenevo. Io che ho fatto l'obbiettore di coscienza nel 1973, mi sono trovato con il mio governo che non ha mai messo in discussione le decine di miliardi spesi per armamenti e partecipare a sedicenti missioni di pace (fatte con le armi), credevo che il mio partito avrebbe da subito ripreso la legge del conflitto di interessi e avrebbe riportato la situazione nell'alveo della legalità, eliminando tutta una serie di leggi ad personam che il governo Berlusconi aveva approvato. Credevo insomma che molte cose che non funzionano si sarebbero affrontate (ed alcune sono state fatte). Pensavo si ritornasse al tavolo tra governo confindustria e sindacati in modo da affrontare seriamente il tema basilare del lavoro. E invece decisionismo insensato e controproducente e guai a chi osasse criticare. Renzi da segretario di partito avrebbe dovuto mediare e tenere la rotta giusta del dibattito della mediazione senza gufare per una perte sola. E invece rotture con tutti; con l'Europa, con gli italiani, con il suo stesso partito! A questo referendum ho partecipato con una sofferenza indicibile. La riforma non mi piaceva, ma non volevo votare con la lega. All'inizio, parlando anche con altri amici avevamo deciso di votare in bianco, ma alla fine non sono riuscito a non mettere un bel NO sulla scheda, ma ti assicuro che sono stato incerto fino all'ultimo. Quest'anno non ho rinnovato la tessera e nella mia sezione più della metà non l'hanno rinnovata. Però mi sento ancora del PD con il quale condivido la maggior parte dei miei ideali. Speriamo si trovi una via d'uscita a questo impasse, ma certo che lo stile renziano ha miseramente fallito.

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  25. Caro Walter, la vera riforma della Costituzione sarebbe la sua piena applicazione. Ad iniziare dal ruolo dei partiti politici, che non devono essere gestori del potere ma promotori della partecipazione dei cittadini alla vita pubblica e formatori del personale politico. Il potere lo devono gestire le Istituzioni, non i partiti.
    Comunque, a proposito della cosiddetta governabilità: pretesto per comprimere la rappresentanza democratica, riporto un mio intervento in merito.
    http://www.agoravox.it/Referendum-Costituzionale-Altre.html

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  26. In sostanza Tocci difende la Costituzione, propone di applicare alcune delle proposte del sì (che rientrano nei desiderata di quelli che hanno votato no); propone una riflessione ampia sul risultato referendario e sull'ideologia del Pd; auspica persone nuove; vorrebbe rispetto per i lavoratori. Un discorso sintetico e incalzante! Sensato in quanto logico. Ma ... Renzi è segretario del partito e ha una maggioranza e si è mostrato da subito per quello che era, ha detto chiaramente ciò che voleva fare e il Pd gli ha dato il potere per il consenso popolare che lui deteneva. Io non posso perdonare al Pd di aver partorito e appoggiato e tutte le abominevoli leggi di questi ultimi tempi sulla scuola o sul lavoro, sulla pubblica amministrazione, sulla sanità. Quale dialettica possiede questo partito se non quella del galleggiamento? Come s'era detto che i sindaci e gli assessori non potevano fare un doppio lavoro così dovrebbe essere per il segretario di un partito che non potrebbe fare pure il capo di governo. Non riuscirà a fare bene entrambe le cose. E questo è un vizio che ci portiamo da sempre. De Gasperi nel suo primo governo a dicembre 1945 era pure segretario del suo partito e poi via via ... fino ad oggi. Il destino del Pd sarà modificare il nome, il simbolo magari, ma prima o poi la domanda sarà: col popolo o contro il popolo?

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    1. Hai colto il punto. Nel corso della Storia è accaduto più volte che un partito, un movimento, una organizzazione di sinistra mutasse la sua linea ideologica spostandola a destra. In genere la mutazione è avvenuta sulla spinta del "realismo politico" o per l'influenza di un leader carismatico. Ma che io ricordi non è mai avvenuto il contrario: una volta imboccata quella strada indietro non si torna.
      Se questo è vero, e credo che lo sia, bisogna concludere che il PD è stato irrimediabilmente trasformato in un partito di destra, senza nemmeno il correttivo di "centro", e non c'è nessuna speranza che torni ad essere quello che si pensava fosse. Personalmente non credo che la sua "mutazione genetica" sia tutta opera di Matteo Renzi, credo invece che il PD, almeno la sua parte maggioritaria, fosse già pronta a cambiare, che Renzi abbia soltanto svolto la funzione di catalizzatore. E ciò spiegherebbe il fulmineo percorso che in cinque anni lo ha portato da presidente di provincia a segretario del PD e alla poltrona di Primo Ministro.
      Questo ragionamento però riguarda l'intellighenzia del Partito Democratico, che riguardi anche la sua base militante e il suo bacino elettorale è tutto, ma proprio tutto, da dimostrare. Esiste la possibilità, a mio avviso fondata, che la base del PD sia fuori sintonia rispetto ai dirigenti renzisti cresciuti al suo interno fino a diventare egemoni emarginando la componente di sinistra.
      L'ipotesi è quindi questa: il "Palazzo" del PD è stato catturato dai destrorsi renziani ma il "Popolo" del PD è ancora di sinistra.
      Beh, ma se questa ipotesi fosse fondata, allora non sono i dirigenti di sinistra a dover lasciare il Palazzo, sono i renziani a doversi trovare un Palazzo diverso.
      E di certo non lo faranno per paura delle metafore bersaniane né per l'ambiguo broncetto di Cuperlo, né per le educate rimostranze di un Tocci, né in forza di stringenti e sensati ragionamenti. Lo faranno solo di fronte ad una azione chiara e decisa di quella componente della dirigenza di sinistra che sia forte abbastanza per farli sloggiare. Riusciranno a farlo i timidi ed esangui dirigenti di sinistra del PD? O, per buona educazione, ignavia, timidezza, tradiranno il loro popolo consegnandolo al lento diffondersi della infezione destrorsa che cola dal Palazzo?

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  27. L'astuzia della Costituzione http://waltertocci.blogspot.com/2016/12/astuzia-costituzione-direzione-pd.html?spref=tw - Sen. Tocci, se avesse potuto fare questo bell'intervento in Direzione, avrebbe potuto concluderlo? Temo che sarebbe stato sommerso dal "Fuori Fuori" che ormai viene urlato dagli integralisti renziani contro i pochi esponenti della sinistra che ancora resistono dentro il PD. Comunque...auguri!

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  28. Non c'è sordo peggiore di chi non vuol sentire. Non è più tempo di fioretti, servono gli spadoni e le alabarde. Alle armi ! Che anche Draghi non gliela fa più a sostenerci.

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  29. Caro compagno Walter, leggo che nemmeno nella direzione di lunedì 12 si tratterà la vicenda del referendum perchè sarà impegnata sul nome da portare a Mattarella. Quindi, chiuso l'argomento, Perchè ti incavoli ? che problema c'è ? L'analisi di una sconfitta non è compresa nella narrazione renziana.
    Se togliamo gli aspetti piu' beceri ( leggi razziali, manganello) e quelli al limite del folklore (olio di ricino) il fascismo fu accettato dai piu' e non si insedio' subito con quei metodi violenti e pian piano sembrò a tanti che quel regime fosse indispensabile ed anche i modi cominciarono a ritenersi "normali". Si comincia piano, magari non sovvertendo la formalità delle regole ; una volta presa questa china se il popolo non è pronto a ribellarsi , è finita perchè il potere non è mai sazio di potere. Per questo mi spaventa l'atteggiamento di molti parlamentari ed ancor piu' di molti iscritti che conosco personalmente (io ho lasciato il PD con l'avvento di Renzi)sempre pronti a sostenere qualsiasi cosa venga dal Capo. So dare il giusto peso alle cose ( ho 73 anni e militai nel PCI dai primi anni '70) e perciò sono fortemente proccupato per questo servilismo ed indifferenza .

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  30. Walter, hai colto nel segno. Sono molti quelli, che hanno abbandonato delusi il PD. Come ci si potrà più fidare di un partito che ha fatto quello che ha fatto? La cosa più incredibile è stato l'assist di un presidente della repubblica ex comunista. Mancano punti di riferimento, perché quelli che avevamo non lo sono più. (nikita.russka)

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