lunedì 16 aprile 2018

La crisi dell'Atac, le scelte sbagliate e le soluzioni possibili


Quello che pubblico oggi è un lungo saggio sulla crisi dell'Atac, l'azienda dei traporti di Roma. L'ho scritto nel tentativo di approfondire le cause e i possibili rimedi di una crisi che dura da tanto, troppo tempo. Due sono i fattori da cui prende le mosse il testo. Il primo è che l'avvio della procedura fallimentare dell'azienda ha già mostrato quali siano i gravi rischi per i lavoratori e per i cittadini. Qui si propone una strada alternativa per mettere in sicurezza l'azienda e riformarla radicalmente. Il secondo fattore è l'indizione per il prossimo 3 giugno del referendum consultivo sul ricorso alla concorrenza, che aprirà un dibattito popolare e sarà certamente un bene per la politica del trasporto. Ci sarà però anche il rischio di una mera contrapposizione ideologica tra pubblico e privato, mentre è fondamentale entrare nel merito delle scelte per valutarne i vantaggi collettivi. Qui si propone una via contro la privatizzazione selvaggia e a favore di una liberalizzazione che migliori l'efficienza mediante le gare europee e mantenga saldamente in mano pubblica il servizio.

Nel tentativo di chiarire le diverse opzioni il testo si è dovuto misurare con il linguaggio tecnico, in un difficile equilibrio tra rigore analitico e immediata comprensibilità. Comunque, ho incluso un riassunto iniziale che indica gli argomenti fondamentali del saggio.


Potete leggere e scaricare il saggio La crisi dell'Atac, le scelte sbagliate e le soluzioni possibili a questo indirizzo.

4 commenti:

  1. Caro Walter,
    se tu fossi passato al M5S quando te lo suggerii, ora, anziché scrivere sul Web cose egregie in merito ad ATAC, saresti in Campidoglio a realizzarle !!

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  2. Grazie Walter per una nuova prova di quanto tu sia interessato a far crescere la buona politica. Qualcosa di diverso dal carezzare il pelo ai cittadini secondo il risultato del sondaggio sui loro umori per poi non tenerne conto quando si hanno responsabilità, mutando indirizzo politico come si cambia la maglia della salute al mattino.

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  3. tutto molto bello. Analisi puntuale e completa. A questo punto mi chiedo: Visto che è così chiaro e ovvio come si doveva\poteva salvare o risanare questa azienda, per quale motivo le precedentio giunte non hanno posto in essere queste brillanti soluzioni?

    Altra domanda, se l'idea della liberalizzazione (che trasformerebbe L'ATAC in usa società di servizi che esternalizza il lato produttivo) è così facile da realizzare, per quale motivo Marino non l'ha messa in piedi. Oggi avremmo un'azienda in salute ed il concordato non sarebbe stato necessario.

    cordialmente

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  4. Nell'analisi di Walter Tocci, oltre a non pochi aspetti forse comprensibili solo agli addetti ai lavori, mi colpisce tutta una serie di dettagli comprensibili anche a noi semplici utenti del servizio. Insomma, ancora una volta si riconferma l'insipienza delle decisioni prese dalla giunta Raggi e da quella di Alemanno… al di là delle difficoltà e insufficienze che hanno sempre caratterizzato la rete dei trasporti romani.
    I paragrafi finali in cui si ipotizza che la "talpa" rimanga sotterrata tra il Colosseo e i Fori Imperiali mi mette una grande tristezza. In futuro verrà riscoperta grazie a qualche scavo archeologico e i nostri discendenti resteranno fulminati dalla nostra incapacità.
    La prima volta che ho visto all'opera una "talpa" è nel film "Roma" di Fellini, quando racconta della costruzione della linea A della metro. Ma allora la "talpa" servì a scoprire un meraviglioso affresco dei nostri antenati, che erano dei grandi ingegneri e ci hanno lasciato una città meravigliosa.
    Purtroppo, molti secoli per costruirla e poche decine di anni per distruggerla !!

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