venerdì 22 gennaio 2021

Inizia il cammino dell'Associazione RomaRicercaRoma

Inizia il cammno della nostra Associazione RomaRicercaRoma. Siete invitati alla presentazione del programma di attività venerdi 29 gennaio 2021 alle ore 16,30; trovate tutte le informazioni sul sito e nella pagina Facebook.

A organizzare l'Associazione siamo studiosi della città e attivisti urbani con l'obiettivo di promuovere le analisi e i progetti per la Roma del nuovo secolo. Cerchiamo prima di tutto di far emergere un'energia culturale e sociale che ancora non è riconosciuta nel discorso pubblico, purtroppo fin troppo dominato da logori stereotipi. 
C'è un fiorire di studi per lo più elaborati da giovani ricercatori che coniugano il rigore disciplinare alla passione civile (qui trovate una rassegna di centinaia di libri pubblicati negli ultimi anni, ma poi ci sono migliaia di articoli su riviste specializzate). Inoltre, le esperienze di cittadinanza attiva non si limitano più come una volta a esprimere una domanda di partecipazione ma sono impegnate direttamente a produrre preziose sperimentazioni di cultura urbana e di mutualismo sociale, come ha evidenziato per esempio Carlo Cellamare in Città fai da te
Questa alleanza tra studi urbani e mobilitazione civica oggi surroga in parte la sparizione delle rappresentanze politiche, soprattutto in periferia, e alimenta i più interessanti processi di cambiamento, come ho sottolineato nel mio Roma come se (pp. 7-8 e 204-5). Il nostro intento consiste nel rafforzare l'alleanza tra cultura e società romana, al fine di arricchire il discorso pubblico, come è accaduto per esempio con le Mappe della disuguaglianza, e di orientarlo verso le nuove ambizioni della capitale. 
A tale scopo abbiamo avviato una ricerca che approderà alla scrittura di un Manifesto per Roma come risultato di una elaborazione collettiva tra gli studiosi e di una vasta consultazione tra gli attori sociali e politici. Saranno trattate le principali  questioni aperte nel presente e nel futuro della città: Abitare, Economia, Spazio pubblico; Roma plurale; Welfare e sanità, Conoscenza, Patrimonio, Energie e reti, Campagna romana, Governo. Su questi argomenti abbiamo scritto dieci saggi che saranno pubblicati a puntate sul sito e verranno sottoposti al dibattito pubblico in appositi seminari. Il primo capitolo pubblicato è quello sulle politiche abitative, seguiranno gli altri con una cadenza di circa dieci giorni. 
Tutto il progetto di ricerca e le finalità di RomaRicercaRoma verranno illustrate appunto nel convegno di venerdì 29. Dopo le brevi relazioni introduttive dei responsabili dell'Associazione (Maria Teresa Carbone, Ernesto D'Albergo, Filippo Celata) ci sarà un discorso di Fabrizio Barca e poi interventi già programmati di persone impegnate nell'associazionismo, nella comunicazione e nella cultura. La discussione è però aperta a tutti i partecipanti al convegno, con brevi proposte, domande o critiche, che ci saranno utili per migliorare il nostro lavoro. Nel mio intervento finale cercherò di fare tesoro dei contributi ricevuti. 

Chi vuole contattarci o iscriversi alla newsletter per rimanere informato sulle nostre iniziative trova tutti gli strumenti nella home page dei sito.

Chi vuole partecipare attivamente può iscriversi all'Associazione; le modalità e i riferimenti bancari si trovano in questa pagina

giovedì 21 gennaio 2021

Una sintesi di Roma come se

Tutte le recensioni di Roma come se si possono leggere sul sito di Donzelli.
Di seguito potete leggere la recensione di Salvatore Monni (autore insieme a Lelo e Tomassi delle Mappe della disuguaglianza), pubblicata sulla rivista Pandora. Il suo testo offre ai lettori una bellissima sintesi del libro, come neppure io sarei riuscito a scriverla. 

Presidente della quinta circoscrizione (l’attuale IV Municipio, quello della zona industriale della Tiburtina, delle case popolari di San Basilio e del 5% di laureati di Tor Cervara), Consigliere comunale, Assessore, Vicesindaco, Deputato, Senatore, insomma tutto quello che non ti aspetteresti da uno che ti propone l’abolizione del Comune di Roma. Eppure, c’è anche questo in Roma come se. Alla ricerca del futuro per la capitale appena pubblicato da Walter Tocci con Donzelli Editore. 276 pagine ben scritte, che scivolano via che è un piacere e che mi sento di consigliare a chiunque abbia a cuore la città, sia esso amministratore, studioso della città o semplice cittadino. È un saggio vero quello di Walter Tocci, un libro di una ricchezza straordinaria che si batte contro la dittatura del presente e contro la nostra concentrazione troppo spesso su temi certamente importanti come i rifiuti o i trasporti, ma senza la capacità di collocare questi problemi in un’analisi più ampia sulla città e la sua trasformazione nel tempo. Il focus di Tocci prima sul passato e poi sul futuro non è un disinteresse per il presente, che è comunque spesso al centro delle sue riflessioni, quanto piuttosto il tentativo di comprenderne a fondo la complessità.

sabato 16 gennaio 2021

Il partito immaginario della città multiculturale

Su Strisciarossa del 1 gennaio 2021 è stato pubblicato, per gentile concessione dell'editore Donzelli, un brano del libro Roma come se, tratto dal capitolo dedicato alla Città Mondo. 
Si può leggere di seguito.


A Roma c’è un fermento di iniziative di accoglienza e solidarietà con i migranti, non solo nelle scuole. Agiscono grandi e piccole associazioni, enti, fondazioni, alcune ben strutturate, altre più improvvisate, di ispirazione religiosa e di volontariato sociale, autogestite oppure sostenute dalle amministrazioni, radicate nei quartieri oppure di livello cittadino e internazionale.

Possiamo stimare l’impegno di almeno centomila romani nel volontariato. E la cifra potrebbe salire a mezzo milione considerando anche le persone bendisposte verso i migranti nelle ordinarie relazioni di lavoro, di studio, di vicinato; ma si potrebbe stimare la cifra di almeno un milione di romani se includessimo l’opinione pubblica favorevole.

Sono rispettivamente gli attivisti, i sostenitori e gli elettori di un potenziale partito immaginario dell’interculturalità. So bene che non hanno alcuna intenzione di diventare un partito, e poi la politica di oggi non è fatta di questa pasta. Ma proprio l’inattualità dell’espressione esprime una potenzialità: se tutte le persone impegnate nelle migrazioni avessero davvero una voce unitaria, un progetto e un’organizzazione costituirebbero una forza irresistibile, di gran lunga più convincente dei partiti attuali, e capace di travolgere la xenofobia(…)

domenica 3 gennaio 2021

Il Politecnico di Roma

Da molto tempo sono convinto che Roma abbia bisogno di un Politecnico, di un centro propulsivo di crescita e condivisione della conoscenza. Non un nuovo ateneo, ma un connettore tra il sistema città e le attuali strutture di ricerca e di alta formazione. Ne ho parlato nell'ultimo capitolo del libro Roma come se (pp.  251-3) e poi con l'amico Marco Simoni abbiamo rilanciato la proposta in un articolo sul Messaggero del 9 dicembre 2020, che si può leggere di seguito.


Dopo l’Istituto Italiano di Tecnologia a Genova e, quindici anni dopo, lo Human Technopole a Milano nell’area dell’Expo2015, il governo intende creare altri poli di aggregazione scientifica nel nostro paese. Il Presidente Conte ha annunciato recentemente un nuovo polo internazionale per l’Agri-Tech a Napoli, oltre alle iniziative già recentemente lanciate del centro di super computer a Bologna e quello per l’intelligenza artificiale a Torino. Come è evidente c’è una grande assente da questo piano tanto importante quanto condivisibile: Roma. 

Attenzione: non si tratta di sollevare una polemica o di una rivendicazione territoriale, ma di un bisogno economico e di sviluppo del Paese che non può più permettersi una Capitale che indietreggia. Roma non è solo un centro amministrativo, è una Capitale scientifica e tecnologica, ancora alimentata da un grande Novecento: la fisica di Fermi e Amaldi, la scuola di matematica di Volterra ed Enriques, l’informatica di Ruberti, i satelliti di Broglio, l’Istituto di Sanità di Marotta, il Cnen di Ippolito, i radar della Selenia. Roma esercita un’influenza economica diretta su un terzo del Paese, e una indiretta proiezione globale fondamentale per tutta l’Italia. 

Noi pensiamo dunque che sia il momento di investire in un nuovo Politecnico di Roma, anche con le risorse del programma Next Generation EU. Non deve essere un altro ateneo che si sovrappone a quelli esistenti, ma un centro propulsivo di crescita e diffusione della conoscenza, in grado di connettere le migliori risorse delle università e dei centri di ricerca, di coinvolgere le imprese romane nelle sfide tecnologiche e di mobilitare i luoghi urbani della creatività. Deve essere una struttura pubblica di alta competenza scientifica, indipendente da condizionamenti burocratici e baronali o di piccolo cabotaggio politico, capace di connettere Roma al resto del mondo, alle sue tendenze più dinamiche, avendo l’ambizione di modificarle e orientarle. 

lunedì 21 dicembre 2020

Il discorso pubblico su Roma

Il Centro per la Riforma dello Stato (CRS) ha pubblicato, per gentile concessione dell'editore Donzelli, un brano del libro Roma come se. Si tratta della parte finale dell'Introduzione (pp. 20-2 e 26-8) dedicata al discorso pubblico sulla capitale. Riprendo il testo in questo blog.


L’esaurimento delle tre rendite (statale, immobiliare e simbolica n.d.r.) è il filo conduttore di questo libro e avremo modo di tornarci in seguito. Qui, intanto, vale la pena tratteggiarne la periodizzazione in una breve storia a ritroso distinta in quattro fasi: negli ultimi 10 anni si sono aggravati tutti i fattori di malessere; bisogna capire perché la rinascita iniziata circa 25 anni fa non ha avuto seguito; per molti aspetti le cause discendono dallo sviluppo degli ultimi 50 anni; ma la ricerca delle radici più profonde mette in discussione l’intero ciclo dei 150 anni della capitale.

Della crisi esplosa negli ultimi 10 anni la pubblicistica ha raccontato gli aspetti contingenti, ma vale la pena riassumerne i principali fenomeni strutturali.

venerdì 18 dicembre 2020

L'alleanza dell'umiltà

In occasione della presentazione del libro Roma come se ho ripreso l'idea di una Lista Civica, che avevo proposto già lo scorso anno. Purtroppo stavolta è stata fraintesa da alcuni e quindi sento il bisogno di chiarirla, rielaborando il brano dedicato all'argomento durante il mio discorso (che si può ascoltare nella versione originale, a un'ora e 39 minuti).


Il libro non parla dell'attualità politica, ma implicitamente è un'esortazione a darsi una mossa per la ormai vicina campagna elettorale. 

Sono sconcertato dal ritardo dei nostri partiti, di tutti, quelli radicali, riformisti e centristi. La mobilitazione elettorale doveva essere già partita da tempo. La coalizione avrebbe dovuto già decidere il candidato Sindaco e almeno cento membri della sua squadra, e dovrebbero essere già operativi. Ci vorrebbe già un programma non meramente cartaceo, ma una serie di impegni da discutere e condividere con le forze sociali e culturali. Dovrebbe essere già pronta un'organizzazione della campagna nel territorio e una convincente strategia comunicativa. 

Nella campagna elettorale del '93 partimmo con due anni di anticipo. Rutelli organizzò una squadra plurale con esponenti dei vecchi partiti e molte persone nuove agli incarichi pubblici, ma ricche di competenze e di rappresentanze sociali. Riuscimmo a realizzare opere per la città fin dai primi mesi del nostro mandato perché la squadra era già affiatata nel lavoro comune della lunga campagna elettorale. Alcuni progetti erano definiti fin nei dettagi tecnici, per esempio l'attivazione della linea ferroviaria Monterotondo-Fiumicino che fu l'incipit della cura del ferro. Andammo in giro nelle città europee per copiare le migliori innovazioni, per esempio da Barcellona imparammo che le centopiazze potevano suscitare un nuovo riconoscimento dei luoghi e restituire la fiducia nel cambiamento, in una Roma a quel tempo ferita e depressa non meno di oggi.

Niente di tutto ciò si vede all'orizzonte. La coalizione del centrosinistra è chiusa a discutere in un tavolo senza alcuna attività esterna. Le poche iniziative sono prese dai candidati singoli e da associazioni, in tante meritorie ed "eccellenti solitudini", come dice Sabrina Alfonsi. 

La principale responsabilità del vuoto politico è da addebitare ai partiti più grandi. Sarebbe un bel gesto se M5S e PD riconoscessero la loro impreparazione. I grillini dal governo hanno deluso le aspettative dei loro elettori. I democratici dall'opposizione non hanno creato un'alternativa politica e progettuale. Al governo stanno lavorando insieme mentre a Roma sono lacerati da un aspro conflitto tra maggioranza e opposizione, pienamente giustificato a mio avviso dal fallimento della giunta Raggi. Però il rapporto tra loro si può volgere in avanti stipulando una sorta di alleanza dell'umiltà: dovrebbero decidere insieme di non presentare i propri simboli nella competizione elettorale, chiedendo di fare altrettanto agli altri partiti della coalizione. Questo passo indietro lascerebbe il campo libero per la costituzione di una grande e unitaria Lista Civica unitaria per la rinascita di Roma. 

venerdì 11 dicembre 2020

In Senato la presentazione del libro Roma come se

La presentazione del libro Roma come se si è svolta in Senato giovedì 17 dicembre. Dopo i saluti della vicepresidente Anna Rossomando hanno discusso con me Marco Damilano, Ida Dominijanni e il ministro Giuseppe Provenzano. 

Qui si può vedere il video della presentazione

  • Anna Rossomando da 00:00:20; Marco Damilano da 00:12:05; Ida Dominijanni da 00:27:29; Giuseppe Provenzano da 00:48:58; Walter Tocci da 01:20:50.

Di seguito il testo del mio intervento conclusivo:


Il libro nasce da una ribellione. Contro il discorso pubblico che ha dominato negli anni passati: a Roma non succede niente, è sempre la stessa, apatica, inconcludente, assistita, sregolata, ecc..

Nella ribellione c'è sempre un'esagerazione; forse ho insistito troppo al contrario nella lettura positiva. Lascio al lettore la ricerca dell'equilibrio. E ciò mi consente di continuare la ribellione.

Contro lo stereotipo cerco di valorizzare le energie vitali della società romana. Non emergono a prima vista, occorre scavare come si fa con i reperti antichi, in una sorta di archeologia del contemporaneo.

Contro la banalizzazione cerco si richiamare la complessità della questione Roma, per la eterogeneità dei suoi elementi fisici, storici, sociali e immaginari. Non a caso Freud la utilizzò come metafora della complessità della psiche umana.

Contro lo sconforto alimentato dal collasso amministrativo e politico e dalla più grave crisi economica e sociale invoco il verso pasoliniano nella sua interpretazione ottimistica: non si piange, è tempo per i singoli e per la collettività di rimboccarsi le maniche e fare qualcosa di buono per la nostra città.

martedì 8 dicembre 2020

Sul significato del "come se"

Alcuni amici mi hanno chiesto di chiarire il significato del titolo, forse un po' ermetico, del libro. Chi avrà l'occasione di leggerlo troverà la spiegazione in tutto il testo, in particolare nell'Introcuzione e nella premessa della seconda parte. Comunque, pubblico quest'ultima nel blog per gentile concessione dell'editore; è il brano (pp. 117-9) che apre l'esposizione delle proposte. Buona lettura.


Proviamo a immaginare come sarà Roma a metà del secolo. 

Può sembrare troppo lontana la meta di paragone con l’oggi. Ma per la città eterna alcuni decenni sono ben poca cosa. D’altronde i suoi difetti più gravi vengono da lontano e non ci si può illudere di superarli in un breve lasso di tempo. 

Può sembrare un inutile volo pindarico che elude le soluzioni semplici e immediate. Tuttavia, proprio l’esperienza recente dovrebbe aver chiarito che non si realizzano né le grandi né le piccole cose senza una visione di lungo periodo. Che non vuol dire rinviare le soluzioni a un domani imprecisato, ma significa definire una meta per poter iniziare il cammino. I buoni progetti per il futuro, anche quando non sono fattibili, forniscono un quadro di coerenza per le scelte di oggi. 

Può sembrare un menare il can per l’aia invece di applicare le soluzioni già previste da tanto tempo. Quando però si attraversano passaggi storici, come l’esaurimento della città coloniale, sono proprio le politiche del passato che impediscono di uscire dalla crisi. 

Può sembrare un intento volontaristico che non corrisponde ai processi reali, ma con la crisi mondiale del Covid irrompe l’esigenza di cambiare il modo di vivere in comune, come accade solo dopo le guerre e le dittature. 

Può sembrare vano l’esercizio progettuale se si ritiene che in realtà contino solo le persone chiamate a governare. Però sono sotto gli occhi di tutti i ripetuti fallimenti dell’ideologia della personalizzazione. Prima che i leader realizzino i progetti, sono le idee condivise socialmente a creare nuove leadership. Solo quando crescono le ambizioni collettive si afferma una nuova classe dirigente. 

Allora immaginiamo come se a Roma si fosse già affermata una classe dirigente capace e autorevole e discutiamo delle politiche per la rinascita della città1. Le pagine seguenti sono un esercizio di immaginazione del come se annunciato nel titolo del libro. Dovremmo, quindi, prendere confidenza con la molteplicità dei significati di questa espressione. Ce ne vengono esempi dai più diversi contesti storici e culturali. 

giovedì 3 dicembre 2020

Ecco il mio nuovo libro su Roma

Cari lettori, come avrete visto mi sono assentato dal blog per quasi un anno. Ero impegnato a tempo pieno nella scrittura del libro che oggi esce in libreria:


ROMA COME SE

Alla ricerca del futuro per la capitale

Donzelli editore





Ho cercato di analizzare le cause storiche della crisi di Roma e di immaginare le possibili soluzioni. Di conseguenza il libro si occupa per lo più del passato e del futuro, e vorrebbe liberarsi dalla dittatura del presente che domina l’attuale rappresentazione della capitale. La ricerca si sviluppa intorno ai nodi fondamentali della questione romana, sia in chiave interpretativa sia nella dimensione propositiva. 

Il testo si può leggere anche per parti distinte, e ciascuno può scegliere i capitoli che meglio rispondono ai suoi interessi. L'introduzione analizza i fraintendimenti del discorso pubblico e propone una lettura sincera del ciclo dei 150 anni della capitale. Nella prima parte si approfondisce l’inquieto rapporto della città eterna con la modernità, con particolare riferimento alle avanguardie culturali, alle narrazioni popolari e alle mutazioni della lingua. La seconda parte, invece, è tutta dedicata alle nuove ambizioni per il secolo che viene, e contiene dettagliate proposte sulla Città Mondo, la Città Regione, la valorizzazione dell'intelligenza sociale e le nuove forme di governo. 

Per chi volesse saperne di più aggiungo di seguito una breve presentazione e il sommario del libro

giovedì 27 febbraio 2020

Il fenomeno urbano e la complessità

Il fenomeno urbano e la complessità è un'opera monumentale sulle dimensioni urbanistiche, sociologiche, filosofiche e politiche della teoria della città. Insieme con gli autori Sergio Bertuglia e Franco Vaio ne abbiamo discusso, nella sede del Censis a novembre del 2019, Vezio De Lucia, Giuseppe De Rita, Luciano D'Ubaldo, Paolo Savona e il sottoscritto.
Si può leggere il testo del mio intervento pubblicato dalla rivista Città Bene Comune.