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mercoledì 13 agosto 2025

La Psiche di Roma

La Rivista junghiana di Psicologia Analitica ha organizzato un convegno a Roma il 12 aprile di questo anno su un tema di grande interesse: La Psiche Politica. Cura dell'Anima e Passione sociale. L'occasione è stata la presentazione del numero monografico e sono intervenuti studiosi di diverse discipline oltre ovviamente agli psicoanalisti, tra i quali Andrew Samuels, il più importante esperto junghiano del tema. I cari amici della Rivista mi hanno chiesto di portare il saluto introduttivo, anche a nome dell'Amministrazione Comunale. Di seguito il breve testo del mio intervento. 



Il tema è tanto complesso e perfino sorprendente che suscita in me un certo sgomento. Appena ho letto il titolo mi sono sentito inadeguato a introdurre la discussione.

Per sopperire alla carenza ho cercato di chiamare a raccolta tutte le mie forze, moltiplicando per tre i miei ruoli in questo incontro. Quindi, vi parlerò, brevemente, prima come rappresentante del Comune di Roma, poi come anziano militante politico e infine come amico della Rivista.

sabato 2 dicembre 2023

Tronti: la forza dell'amicizia, la potenza della teoria

Il CRS ha organizzato una giornata di ricordo di Tronti, con il titolo Dalla parte di Mario, alla Centrale Montemartini, nel suo amato quartiere Ostiense di Roma. A me è toccato il compito di aprire la giornata con una testimonianza che potete leggere di seguito. Il testo è stato pubblicato sul sito del CRS, dove potete trovare anche l'audio di tutti gli interventi.

Una mia riflessione più approfondita sull'opera di Tronti si trova, in questo blog, nel discorso pronunciato in occasione della cittadinanza onoraria di Ferentillo, il suo buon ritiro tra le montagne della Valnerina.  


Grazie per aver accolto l’invito del CRS a ricordare Mario Tronti, sia il pensatore sia l’amico. Vorrei ringraziarvi uno ad uno, ma sarete d’accordo con me nel rivolgere tutti insieme un affettuoso ringraziamento a due persone speciali qui presenti: la moglie, la carissima Lena, e la figlia Antonia, l’amatissima Lelletta. Vorrei dedicare proprio ad Antonia la citazione di un brano di Politica e Destino, che da solo spiega il luogo e il tema del nostro incontro. Perché siamo qui a Ostiense? Perché abbiamo scelto questo titolo: Dalla parte di Mario?

«Quando i miei figli andavano alle elementari, li accompagnavo qualche volta a piedi.. Percorrevamo, al mattino, la via Ostiense, passavamo davanti ai Mercati Generali, brulicanti di lavoro, grida, commerci e fatica. Qualcuno, da sopra una carriola, apostrofava i bambini: ahò, saluteme a’ maestra. E io ero felice, perché mi dicevo: se entrano in questa scuola con questo viatico, non si perderanno.. Non si sono persi.. Dicevo loro: ecco, questi sono i “nostri”. Adesso che i “nostri”quasi non ci sono più, la semplice memoria familiare mi conforta, e ci conferma di essere nel giusto per il solo fatto di venire da lì».

Così è chiarito il luogo e la parte.

Il luogo è la Centrale Montemartini, simbolo della prima industrializzazione innescata dalla giunta Nathan, davanti ai Mercati Generali, grande fabbrica del consumo, dove lavoravano i suoi genitori, il sor Nicola, facchino, e la sora Antonina, venditrice di erbette. Ancora oggi, nel quartiere Ostiense vibra l’anima popolare di Roma.

venerdì 26 aprile 2019

La politica fuori luogo


Ho scritto un saggio per la rivista di filosofia Il Pensiero, fondata da Vincenzo Vitiello, nel numero monografico dedicato alla figura del fuori luogo nelle diverse accezioni filosofiche. Di seguito si può leggere il testo.


Abstract


Il "fuori luogo" della politica è inteso in due significati: come esodo dai luoghi della rappresentanza e come comportamento urticante o inopportuno. Esaurita la retorica della spoliticizzazione riemerge una potenza del negativo come nucleo metafisico del politico, che assume forme diverse tra "mare e terra", nel mondo anglosassone e nel continente europeo. Le forme politiche sono condizionate dalla "fase termidoriana" del capitalismo, che accentua i controlli e le norme dopo aver esaurito la fase rivoluzionaria della deregulation. Si inasprisce la frattura tra logica di sistema e mondi vitali, come definita da Habermas, ma non è ricomponibile con un'etica discorsiva. La causa dell'ingovernabilità è nello scarto tra potenza e saggezza, tra la formidabile forza di trasformazione e la debole capacità di regolarne gli esiti. Le soluzioni possibili sono da ricercare nelle dimensioni originarie del politico: l'educazione intesa a là Condorcet come capacità di governo della società; la città intesa a là Baudelaire come trasformazione a misura dell'umano.