Cari amici, è appena uscita la nuova rivista Dissonanze dell'editore Donzelli. Il primo numero affronta la questione dei RICCHI. Contiene anche il mio articolo: Dai Palazzinari di periferia ai Capi di Stato. Potete leggerlo sul link della rivista oppure di seguito in questo blog:
È degno di nota che a capo dell’impero americano oggi ci sia un immobiliarista come Trump. Ha fatto i soldi, e li ha anche persi, gestendo gli affari di famiglia nella valorizzazione della rendita urbana. Da presidente ha affidato i dossier più difficili, Gaza e l’Ucraina, ai suoi sodali nel business immobiliare: Steve Witkoff, e il genero Jared Kushner. All’inizio, la loro mancanza di professionalità nella diplomazia suscitava qualche risolino nelle cancellerie. Poi però si è capito che non si trattava solo di incompetenza, ma di una diversa impostazione della politica estera. Tutti gli accordi siglati, infatti, intrecciano le decisioni degli Stati con gli affari economici, non solo nazionali, ma anche della famiglia presidenziale o dei suoi favoriti. Tra i settori privilegiati dagli accordi spicca la rendita fondiaria, non solo nelle costruzioni, ma in tutti i monopoli del suolo, per esempio le terre rare. La rapida adesione alla diplomazia del business ha vanificato la spocchia delle feluche. L’affarista immobiliare è diventato l’avatar del capo di Stato.
Questo tipo di ricco ha raggiunto il prestigio internazionale, ma solo qualche decennio fa era considerato una palla al piede dello sviluppo economico e un corruttore della politica.