lunedì 2 febbraio 2026

Il Ri-conoscimento di Roma

  

Su gentile proposta del Dipartimento di Architettura di Roma Tre, ho tenuto una lectio magistralis per l’inaugurazione dei dottorati del 2026. Ecco il lungo testo.


Comincio con una testimonianza personale. Ne ho bisogno per mitigare la tensione che mi suscita questa conferenza. 
Da un lato sono onorato di parlare davanti a una platea tanto qualificata: brillanti dottorandi e stimati professori, alcuni sono anche miei maestri. Rivolgo con piacere un fecondo augurio ai primi e un ringraziamento ai secondi.

Dall’altro lato, però, non posso nascondere la mia difficoltà nel tenere una lezione senza avere i titoli né di urbanista né di architetto. Quando Milena Farina me l’ha proposta, ho espresso la mia ritrosia, ma è stato vano, ed eccomi qui, davanti a voi sperando nella vostra indulgenza.

Ho incontrato questi saperi nella mia giovinezza nel fango e nella polvere delle borgate romane, come militante politico impegnato nelle lotte della periferia per la conquista di elementari dotazioni di giustizia: la casa, i servizi, i parchi, le scuole ecc. 
Avevamo a fianco gli architetti e gli urbanisti che sentivano il dovere, come deontologia professionale, di mettere a disposizione i loro saperi per combattere le disuguaglianze sociali.