lunedì 2 dicembre 2013

Nel secolo che viene


Intervento alla convention di Pippo Civati all'Estragon di Bologna del 1 Dicembre 2013.

Ringrazio Pippo Civati per aver stupito il Pd nella serata di Sky. Ma la sua e la nostra ambizione è che il Pd sappia stupire il Paese. L'Italia potrebbe vivere meglio. Ci impoveriamo perché non vediamo più le nostre ricchezze. Le classi dirigenti italiane ed europee sono noiose, ripetono sempre le stesse cose e parlano solo di debito. Ma ormai non è più solo un dato contabile, il debito è mentale, è nella testa di chi comanda. È la miseria dell'establishment che riduce in miseria il Paese. 

Eppure il secolo che è appena cominciato può essere anche italiano. Tutte le novità del mondo fanno vibrare antichi caratteri nazionali che noi stessi abbiamo dimenticato. Il grande Codice della cultura occidentale entra nel mondo digitale e diventa accessibile per miliardi di persone. Qualcosa di simile accadde con l'invenzione della stampa e ne fummo protagonisti con il Rinascimento italiano. E oggi, quali compiti ci diamo? Faremo solo le fotocopie dei nostri archivi per conto di Google, oppure sapremo creare nuove imprese della transizione digitale, nuovi lavori per archivisti e paleografi, informatici umanisti, economisti della cultura, giuristi dell'open access, organizzatori della conoscenza?

venerdì 15 novembre 2013

Non si può accettare il declino dell'università e degli enti di ricerca

Proposte migliorative per la legge di Stabilità.

Quando si è deciso di chiudere le università meridionali? Forse ho perso una seduta del Parlamento ma non ricordo una legge che abbia preso tale decisione. Eppure molte politiche, più o meno consapevoli, aggravano lo squilibrio nazionale:

a) Il calo delle immatricolazioni dell'ultimo decennio è concentrato per metà al Sud. Nella ripartizione nazionale gli atenei meridionali raccoglievano il 35% delle domande, poco meno di quelli settentrionali attestati al 39%. Oggi il distacco si è triplicato poiché i primi sono diminuiti al 31% mentre i secondi sono saliti al 45%.

b) Gli studenti migliori sono incoraggiati a emigrare poiché il decreto del Fare ha istituito una borsa di studio aggiuntiva a quella ordinaria proprio per chi lascia la propria regione di residenza.

c) Diminuisce il numero dei professori a causa del recente decreto che quasi azzera il turn over al Sud mentre  mantiene in parte o aumenta le cattedre al Nord.

d) I tagli ai finanziamenti si fanno sentire soprattutto al Sud a causa di una malintesa applicazione del così detto fondo premiale.

giovedì 14 novembre 2013

Dialogo con i giovani

Mi diverto in mezzo a questi giovani che incontro nella mozione Civati. E rifletto sulla ricchezza dello scambio generazionale. Ecco l'intervista con il giovanissimo Nicolò Scarano.

venerdì 25 ottobre 2013

Le passioni del PD


Intervento a sostegno della candidatura di Pippo Civati a segretario del PD.

Teatro Vittoria, Roma, 24-10-2013.




mercoledì 23 ottobre 2013

Carte e seconde letture


Il Senato ha approvato in seconda lettura la legge di procedura costituzionale. Non ho partecipato al voto perché ritengo che di questi tempi non si possa toccare la Carta. 

Siamo in una maggioranza di governo che, non essendo maggioranza tra gli elettori, cerca legittimazione tramite revisione costituzionale. Il governo può rendersi utile se prende provvedimenti per rianimare l'economia, può creare lavoro se favorisce un un clima politico adatto alla modifica della legge elettorale. 
Grave errore è invece scaricare i problemi politici sulle istituzioni, come d'altronde si è fatto in passato. Proprio per questo motivo tutte le modifiche costituzionali già apportate si sono rivelate sbagliate, dal federalismo al voto all'estero, passando per il pareggio di bilancio. E i cittadini hanno saputo evitare guai peggiori mobilitandosi nel referendum del 2006 contro la revisione scritta dagli stessi autori del Porcellum. 

Ci vuole "umiltà costituzionale", come dicevo nel discorso tenuto al Senato in occasione della prima lettura. Oggi, insieme a me non hanno partecipato al voto altri quattro senatori: Casson, Amati e Corradino Mineo. Quest'ultimo è intervenuto in dichiarazione di voto con argomenti che condivido pienamente. Il voto favorevole del gruppo PD è stato motivato dal senatore Giorgio Tonini con un discorso che, pur nella differenza di voto, ho apprezzato per l'alta sensibilità costituzionale.


lunedì 21 ottobre 2013

La civetta e la sentinella


Il quotidiano Europa ha messo online ieri la mia postfazione al libro Sulle orme del gambero. Ecco il link per leggere il testo.

lunedì 14 ottobre 2013

Oggi il PD compie sei anni


Oggi, 14 ottobre, è il compleanno del PD. 
Sono passati ormai sei anni da quelle primarie che affidarono a Veltroni il compito di costruire un partito davvero nuovo, come non si era mai visto prima in Italia. Non abbiamo ancora realizzato quell'opera. Oggi, con un piccolo emendamento al nostro simbolo, sulle bandiere scriverei così: PD NON ANCORA. 
Una carenza e nel contempo una promessa. Il nostro è un partito che ha grandi potenzialità rimaste inespresse, e spetterà al prossimo congresso il compito di rimuovere gli ostacoli che finora ci hanno intralciato il cammino.

In "Sulle orme del gambero" ho ricordato così quel momento storico:

Avevamo fondato il Pd per risolvere la transizione italiana, ma l’obiettivo non è stato raggiunto. Con le primarie di Veltroni nel 2007 sembrò davvero possibile. Mi impegnai con entusiasmo nei dibattiti dei circoli di base. Ovunque scoprivo un potenziale enorme da mettere a frutto: a San Basilio, un quartiere popolare romano, il capo della vecchia sezione della Dc ricordava all’anziano compagno del Pci quando gli impediva di attaccare i manifesti ed entrambi ci scherzavano sopra, trovandosi ormai a lavorare insieme; all’assemblea di Donna Olimpia, altro luogo pasoliniano, oltre la metà dei partecipanti erano persone mai entrate prima in una sezione di partito e costringevano tanti vecchi militanti come me a ragionare diversamente dal passato. Nei circoli del Pd, in quel momento, si riscriveva la storia e si preparava l’avvenire. Invece gran parte degli ex-dirigenti di Ds e Margherita continuarono a fare le stesse cose di prima sotto una nuova bandiera. Quel ceto politico cambiò partito per conservare se stesso.

martedì 1 ottobre 2013

Presentazione Sulle orme del gambero - 21 Ottobre a Roma

Vi invito alla presentazione del mio libro Sulle orme del gambero - Ragioni e passioni della sinistra, che si terrà a Roma il 21 Ottobre prossimo. L'appuntamento è per le 17.30 nella Sala della Protomoteca (Piazza del Campidoglio 55).

Insieme al sottoscritto e all'editore, interverranno Fabrizio BarcaPaolo Gentiloni Stefano Rodotà.

Potete intanto leggere la premessa e l'indice del libro.

Vi aspetto!



sabato 28 settembre 2013

La premessa del gambero

Riporto qui sul blog la premessa introduttiva al mio libro Sulle orme del gambero, in cui volgo lo sguardo alle generazioni del passato e a quelle del futuro, cercando un filo comune e una comune idea di sinistra. A seguire l'indice dei contenuti.






Premessa generazionale

Se avessi vent’anni, oggi, andrei in piazza. Passerei le mie giornate a organizzare le lotte popolari. Così facevo del resto all’epoca dei miei vent’anni. Poi, insieme a tanti della mia generazione, ci siamo imborghesiti e oggi ci sembrerebbe demodé ripercorrere le gesta giovanili. Eppure non mancherebbero i motivi e le necessità. Il modo in cui il mondo si è trasformato non piace a molti di noi, di certo a chi non ha venduto l’anima; eppure non possiamo dirlo con certezza perché in parte ne portiamo la responsabilità. E lo vediamo negli occhi dei giovani di oggi, in modo ancora più lancinante in quelli dei nostri figli, quando ci guardano con l’animo sospeso di chi vorrebbe almeno una spiegazione dell’insuccesso. Ma spiegarlo è quasi più difficile che viverlo.


giovedì 26 settembre 2013

Sulle orme del gambero

Di seguito la scheda del libro su cui ho lavorato negli ultimi mesi. Si intitola Sulle orme del gambero - Ragioni e passioni della sinistra. Analisi delle sconfitte di una generazione passata, per tornare alle vittorie future. Lo trovate già oggi in libreria, edito da Donzelli. 








La sinistra poteva cambiare il paese e non c’è riuscita.
Bisogna raccontare
la storia a ritroso per capire le cause vicine e lontane
dell’insuccesso della nostra generazione. Bisogna andare
indietro sulle orme del gambero per scovare sotto
le pietre le cause delle sconfitte.




«La sinistra poteva cambiare il paese e non c’è riuscita. Abbiamo avuto la grande occasione della nostra vita politica e l’abbiamo mancata. Bisogna raccontare la storia a ritroso per capire le cause vicine e lontane dell’insuccesso della nostra generazione. Bisogna andare indietro sulle orme del gambero per scovare sotto le pietre le cause delle sconfitte. Solo così si prendono le decisioni che ribaltano le pietre. C’è un riconoscimento da elaborare, prima di tornare a vincere».


Il 19 aprile 2013 è la data che ha segnato il collasso della classe dirigente di centrosinistra in occasione delle elezioni per il presidente della Repubblica. Da quel punto – ancora dolente – prende le mosse questo libro, scritto con dichiarata passione militante: una storia al contrario, sulle orme del gambero, per cercare nel passato vicino e lontano le ragioni degli affanni di oggi. Con l’obiettivo di trovare nuove energie nella lotta. Con la volontà di tornare a vincere. Lo sguardo sulla vicenda della sinistra italiana è severo e autocritico: la speranza è che i giovani militanti della sinistra sappiano fare meglio della generazione che ancora si trova nelle postazioni di comando, pur avendo subito pesanti sconfitte. Di queste si cerca la radice nelle diverse tradizioni culturali della sinistra italiana e in particolare in quella comunista, per la quale si risale fino agli anni sessanta. Non aver superato criticamente tutte le tradizioni, non aver saputo prendere il meglio lasciando cadere le zavorre, ha appesantito il bagaglio. Si è persa così la grande occasione dell’Ulivo che poteva diventare la forza vincente e plurale. E non si è saputo impedire che un personaggio inaudito prendesse la guida del paese portandolo fuori strada. E tuttavia non sono stati solo limiti soggettivi. Si è dovuto combattere, nel frattempo, contro un ciclo della storia mondiale che ha conosciuto il grande Inganno del cosiddetto «trentennio liberista»; e l’Inganno è destinato a durare ancora, fino a quando non sorgerà un’alternativa politica, un nuovo pensiero, una positiva critica di civiltà. Provare a vedere il mondo a rovescio, esercitandosi a ribaltare le politiche dominanti, è l’unica postura che consente di progettare le vere riforme, quelle che cambiano la vita delle persone. Per fare le riforme, però, occorre trovare l’energia nelle forze vive della società. Non è vero che viviamo un tempo senza domanda di politica; le energie nuove sono tante, solo che si muovono in forme diverse dal passato. Ci vuole uno sguardo nuovo per incontrarle. E invece, spesso si classifica come antipolitica tutto ciò che non rientra nelle vecchie categorie; si continua a inveire contro il populismo dimenticando che il problema principale della sinistra è proprio aver perduto il contatto col popolo. Il politico appassionato, il militante di lungo corso della sinistra, si confronta così con le domande di senso, coi temi teorici che l’esperienza sollecita e impone: in una sorta di continua tensione tra la civetta hegeliana che si alza in volo per comprendere ciò che è già stato e la sentinella di Isaia che deve ancora annunciare la fine della notte.