domenica 1 novembre 2026

Passato e futuro della politica scolastica

La rivista Dissonanze ha pubblicato il mio articolo sulla politica scolastica. A partire dal bilancio della Buona Scuola di Renzi dieci anni dopo cerco di definire la crisi attuale e le prospettive per il futuro. Potete leggerlo con il link alla rivista oppure di seguito: 



Sono passati circa dieci anni dall’approvazione della legge della Buona Scuola di Matteo Renzi. Per la prima volta nella storia nazionale il capo del governo assunse in prima persona la priorità dell’educazione. Purtroppo si è trattato di una riforma mancata, che ha alimentato i già colmi silos della sfiducia, sfiancando gli oppositori e deludendo i sostenitori. Non varrebbe neppure parlarne se non fosse il caso emblematico della sterilità del riformismo scolastico della Seconda Repubblica. 


Da molto tempo la parola “riforma” ha perso i significati pregnanti: svolta culturale, mobilitazione degli attori sociali, decisioni strategiche, condivisione degli obiettivi, governo del processo, maturazione di competenze, verifica degli esiti e adeguamento dell’attuazione, ecc. La trasformazione dei partiti in associazioni di ceto politico ha dismesso le risorse sociali e culturali, riducendo le decisioni al solo strumento normativo. Per il ministro di turno fare una riforma significa solo approvare una legge. Il motto del politico è diventato Legifero ergo sum.