La presentazione del libro Roma come se si è svolta in Senato giovedì 17 dicembre. Dopo i saluti della vicepresidente Anna Rossomando hanno discusso con me Marco Damilano, Ida Dominijanni e il ministro Giuseppe Provenzano.
Qui si può vedere il video della presentazione
- Anna Rossomando da 00:00:20; Marco Damilano da 00:12:05; Ida Dominijanni da 00:27:29; Giuseppe Provenzano da 00:48:58; Walter Tocci da 01:20:50.
Di seguito il testo del mio intervento conclusivo:
Il libro nasce da una ribellione. Contro il discorso
pubblico che ha dominato negli anni passati: a Roma non succede niente, è
sempre la stessa, apatica, inconcludente, assistita, sregolata, ecc..
Nella ribellione c'è sempre un'esagerazione; forse ho insistito
troppo al contrario nella lettura positiva. Lascio al lettore la ricerca
dell'equilibrio. E ciò mi consente di continuare la ribellione.
Contro lo stereotipo cerco di valorizzare le energie
vitali della società romana. Non emergono a prima vista, occorre scavare come
si fa con i reperti antichi, in una sorta di archeologia del contemporaneo.
Contro la banalizzazione cerco si richiamare la
complessità della questione Roma, per la eterogeneità dei suoi elementi fisici,
storici, sociali e immaginari. Non a caso Freud la utilizzò come metafora della
complessità della psiche umana.
Contro lo sconforto alimentato dal collasso amministrativo e politico e dalla più grave crisi economica e sociale invoco il verso pasoliniano nella sua interpretazione ottimistica: non si piange, è tempo per i singoli e per la collettività di rimboccarsi le maniche e fare qualcosa di buono per la nostra città.
